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mercoledì 21 ottobre 2015

Cani nel passeggino, col cappottino... I cani "piccoli" sono diversi da quelli "grandi" ?

E' importante ricordare che la distinzione tra cani piccoli e grandi è stata decisa dall'uomo e non dalla natura, infatti gli animali non sembrano notare la differenza di mole o di estetica.

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La cosa realmente importante è l'energia che trasmette ogni soggetto, seguita dagli aspetti caratteriali riguardanti la razza e/o la tipologia e naturalmente l'unicità di ogni cane.

Il rispetto e la fiducia, alla base del rapporto che si instaura all'interno di ogni branco, o come amiamo chiamarlo noi famiglia, portano col tempo ad una comprensione uomo-animale che ci aiuta a regolare la vita di ogni giorno (e di conseguenza le esigenze del singolo).

Molte persone ancora si chiedono se sia realmente necessario far indossare vestiti al proprio amico a quattro zampe.

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Cercherò di rispondere alle varie domande che ognuno si potrebbe fare, elencando una serie di categorie a cui il vostro cane potrebbe o potrà in futuro appartenere.

Premesso che in inverno gli animali, soprattutto i cuccioli e gli anziani, non dovrebbero essere costantemente tenuti fuori, soprattutto la notte! I cani di taglia medio-piccola sono più freddolosi e disperdono più facilmente il calore corporeo, ma anche alcune razze di taglia grande, magari tosati (troppo o male) possono soffrire il freddo e i colpi di vento.

Naturalmente c'è anche chi veste il proprio cane per farlo sembrare più carino...in ogni caso il mio pensiero è: gli eccessi sono sempre sbagliati! Se avete un cane appartenente ad una delle categorie sotto elencate ed è una giornata piovosa o ventosa o semplicemente fredda, o per voi c'è un clima mite ma lui si rifugia sotto coperte e cuscini, non importa se indosserà una semplice maglietta, felpa o vestitino con balze e fiocchi, l'importante è che si riesca a muovere liberamente e che sia mantenuto ad una giusta temperatura. Anche dopo il "bagnetto", che di per sè non è un problema, per gli sbalzi di temperatura potrebbe diventarlo.

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Naturalmente questi sono consigli generali e bisogna valutare ogni singolo caso ogni volta che si presenta, ma capendo il linguaggio del nostro cane possiamo anche imparare a comprendere i segnali tipo "troppo caldo - troppo freddo".

Cuccioli & Anziani

Per i cuccioli ed i cani anziani può diventare un problema lo sbalzo di temperatura da dentro a fuori casa, dal giorno alla notte, dopo il bagno, ecc. Le correnti d'aria e il vento in generale possono compromettere la salute del tuo cane. Queste due categorie sono quelle a cui fare maggiore attenzione indipendentemente dalla razza e dalla dimensione. Naturalmente nei periodi più caldi avrete il problema opposto, quindi dovrete prendere gli appositi accorgimenti, soprattutto fuori casa, come utilizzare salviette rinfrescanti o giochi e copertine "rinfrescanti" (esistono quelli appositi da mettere in frigo ecc.)

Cani nudi, con pelo diradato, tosati

Non si dovrebbe mai tosare troppo un cane, in quanto la pelliccia rappresenta uno "strato di protezione termica" anche dal sole e dal calore, ma a volte capita: a casa o dal toelettatore, ai cani viene spesso tagliato troppo il pelo.
Esistono anche delle razze cui una caratteristica è l'assenza o quasi di sottopelo (es. Bolognese), l'assenza totale o quasi di pelo (es. Chinese Crested nudo) e anche dei gatti nudi (es. Sphynx). Anche con soggetti anziani dal pelo lungo, a volte si sceglie di tenere il pelo corto per facilitare la pulizia e non stressare l'animale.

Il problema, come sempre, restano gli eccessi: Non è giusto umanizzare i nostri cani, vestirli come bambole, portarli a spasso nel passeggino o tenerli sempre in braccio, né tantomeno non curarci di loro al punto di tenerli sempre in giardino o in cortile o addirittura legati ad una catena.

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Piccolo o grande, il cane resta il migliore amico dell'uomo, e come tale va rispettato. Le sue esigenze non vanno sottovalutate o messe da parte a seconda della taglia, ma soddisfatte. L'equilibrio è sottile, l'energia è importante: esercizio fisico, un po' di disciplina, una giusta dieta, qualche visita di controllo dal veterinario e qualche altro piccolo accorgimento basteranno per fare del vostro uno dei migliori amici che abbiate mai avuto.

Jessica Panizzut

Non solo cani: The rats family - un blog di Jessica Panizzut

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venerdì 25 settembre 2015

Educazione del cane e leadership: dal bocconcino alla collaborazione in armonia

Nel mondo dell’educazione e dell’addestramento cinofilo si discute spesso di leadership: dobbiamo essere capibranco, padri di famiglia, amici…

Un vero leader si riconosce subito ;)

Scegliere un tipo di leadership influenza anche la metodologia usata nell’educazione e nell’addestramento del cane.

Due metodologie che possono essere usate sono:

  • Leadership transazionale
  • Leadership trasformazionale

La leadership transazionale è basata su premi e punizioni, la vecchia “carota o bastone” dei modi di dire; per quanto vecchia, è ancora largamente utilizzata.

Il tipo di meccanismo è di tipo comportamentale e si rifà alle teorie di Skinner del secolo scorso (behaviorismo) . Ultimamente in psicologia la “Terapia cognitivo comportamentale” ne ha rivalutato alcuni aspetti adattandola alle nuove scoperte in ambito cognitivo; l’essere vivente non è una macchina ;)

Ci sono due modi di elargire ricompense e premi, e i due modi producono due tipi di risultati diversi; è importante non confonderli e usarli in modo appropriato.


La ricompensa non contingente

Il premio viene dato indipendentemente dal raggiungimento di certi obbiettivi.
Nella terapia cognitivo comportamentale viene usata tipicamente per evitare problemi comportamentali.

Ad esempio il cane si morde la coda in modo compulsivo, esprimendo un disagio di qualche tipo; la somministrazione di attenzioni e bocconcini indipendentemente dal verificarsi del comportamento “distrae” e mette più a suo agio il soggetto e rende più raro il verificarsi del comportamento.

La ricompensa contingente

Il premio viene dato al raggiungimento di un obbiettivo, di una performance o al verificarsi di un certo comportamento
E’ il metodo più efficace per migliorare la performance o raggiungere un certo obbiettivo o comportamento; migliora inoltre la soddisfazione e l’autostima del soggetto.

Ad esempio: se diamo un bocconcino al cane quando dà la zampa, il cane viene gratificato e tenderà a dare la zampa in modo più preciso e veloce. Attenzione che il cane tenderà a ripetere ed eventualmente perfezionare il comportamento perché il successo lo gratifica, non perché ha fame ;)

Per essere efficace occorre che la ricompensa dev’essere riconosciuta come tale.

ad esempio, se do al cane un bocconcino, ma il cane non ha fame, non gli piace quel bocconcino, non funziona. Il cane, come noi, si stufa se non viene stimolato in modo creativo.

ancora un esempio, se il cane è impegnato in un’attività (esperienza) per lui soddisfacente sarà difficile distrarlo con la prospettiva di una ricompensa; il cane da caccia che rincorre una lepre non smetterà di cacciare per la promessa di un bocconcino, per quanto prelibato.

Punizione contingente

Viene data una punizione al verificarsi di un certo comportamento o al mancato raggiungimento di un obbiettivo.

La punizione, per quanto meritata e/o accettata, suscita rancore, invidia, apatia e mancanza di collaborazione; questo è tipico negli ambienti di lavoro, e si può vedere anche lavorando con i cani. La punizione può portare a frustrazione che a sua volta apre la strada all'aggressività.

La punizione allontana il soggetto dalla situazione che diventa indesiderabile. La punizione può allontanare da noi il cane.

E’ anche difficile, più che per la ricompensa, associare nella mente del soggetto la punizione al giusto comportamento.

Ad esempio: il cane scappa e quando torna lo sgridiamo. Il cane associa la sensazione spiacevole al ritorno e tenderà a non tornare.

Ad esempio: il cane abbaia a un altro cane, lo strattoniamo e lo sgridiamo, il cane può associare la sensazione spiacevole agli altri cani e tenderà ad abbaiare con più convinzione quando ne vedrà uno.

In generale la punizione è molto difficile da utilizzare, e come abbiamo visto, anche la ricompensa ha dei limiti e non può sempre essere usata. Attenzione che la mancanza di premiazione è di fatto una punizione (negativa), e genera quindi gli stessi problemi.

Sicuramente il più grande limite del metodo della ricompensa contingente è che funziona se viene associata a un obbiettivo o un comportamento preciso. Se vogliamo motivare il cane a non essere un semplice esecutore di ordini, non possiamo considerare il cane una macchinetta a bocconcini.
Per coltivare una sana relazione con il cane, il bocconcino non è sufficiente.

La leadesrship trasformazionale pensa al leader come chi “ha il compito di identificare il cambiamento necessario, di creare una visione per guidare il cambiamento attraverso l'ispirazione, ed eseguendo il cambiamento insieme con i membri del team” (da Wikipedia).

Con la leadesrship trasformazionale viene data autonomia al soggetto per permettere la sua crescita personale, chi non raggiunge gli obbiettivi viene motivato a fare meglio piuttosto che punito o non ricompensato. La ricompensa è il raggiungimento stesso degli obbiettivi.

Traducendolo in termini cinofili, il cane si deve divertire, deve appassionarsi all’attività, e dev’essere legato al conduttore in una relazione che va oltre la distribuzione di bocconcini.
Dobbiamo partire da che cos'è il cane, e dalla storia del nostro cane  in particolare, la sua linea evolutiva, il suo carattere, e da lì dobbiamo iniziare a collaborare per costruire un percorso. Il cane ci segue perché ha fiducia in noi e ci rispetta come leader, e si aspetta che quello che faremo insieme sarà soddisfacente per entrambi.

Ad esempio, i cani che per centinaia di km trascinano una slitta nell'inverno artico per l'Iditarod, non lo fanno certamente perché poi hanno un bocconcino ;)

Ad esempio, gli springer spaniel non stanano le beccacce in mezzo a cespugli e rovi perché poi hanno un premio, lo fanno perché si divertono tantissimo a farlo


Ad esempio, i retriever riportano anatre cadute in mezzo al lago perché a loro piace tantissimo

Quindi come possiamo relazionarci col cane nel modo migliore?

In realtà quanto esposto qui sopra sono dei modelli, degli strumenti che possiamo utilizzare per migliorare la vita col nostro cane o per raggiungere risultati di tipo comportamentale, agonistico o per risolvere qualche problema.

Molto dipende dagli obbiettivi che ci proponiamo: per i problemi comportamentali la “ricompensa non contingente” può aiutare, magari coadiuvata dall’attività con il conduttore, molti problemi di Fido sono dettati più dalla noia che dalla voglia di ribellione.
La “ricompensa contingente” è un buon sistema se vogliamo ottenere un certo comportamento o performance: se vogliamo insegnare al cane a dare la zampa, la “ricompensa contingente” funziona.

In generale, dobbiamo ricordarci che il cane vede in noi un esempio, una guida, la cosa migliore è farlo partecipe della nostra vita, o possiamo entrare noi nella sua in qualche attività cinofila più o meno sportiva specifica.

Dobbiamo solo ricordarci che questi  modelli sono solo strumenti e come tali funzionano solo se si usano con conoscenza e intelligenza.

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mercoledì 16 settembre 2015

Gli studi scientifici sul collare per il cane: il Sole ruota intorno alla Terra, quindi?

Sembra che la grande questione se sia meglio il collare o la pettorina per il cane sia, nel 2015, ancora aperta; i grandi detrattori del collare si sbizzarriscano a parlare di “studi scientifici” che provano danni al cane provocati da questo strumento.


Come varie volte ho umilmente fatto notare, di questi “studi scientifici”, sembra non esservi traccia; l’unico studio è forse quello di Anders Hallgren (su 400 cani, non proprio un grande studio), che conclude con “non c'era correlazione fra collare a strozzo e problemi di schiena”, ma eventualmente ci sono problemi con i cani tenuti alla catena, e direi che qui siamo tutti d’accordo, no?

Vedi a questo proposito: La grande menzogna sul collare a strozzo

Si può fare divulgazione scientifica in due modi:

Descrivendo uno studio che si è fatto in base a un metodo scientifico, un’analisi statistica dei dati, effettuando test in doppio cieco per evitare eventuali Bias,  e altri strumenti tipici della Scienza

Oppure:

Illustrando in modo più discorsivo i risultati di uno studio condotto da altri, in modo che anche chi non ha un background scientifico possa comunque capire di cosa si sta parlando.
Ci sono naturalmente delle persone che sanno fare entrambe le cose come Albert Einstein e Stephen Hawking, giusto per fare un paio di esempi noti.

Se si vuole usare il secondo metodo, e non si è Einsein o Hawking, è buona norma, per non prendere in giro il lettore, inserire i riferimenti dello studio di cui si parla in modo che sia possibile consultare i dati originali e verificare se nel processo di divulgazione vi è stata qualche deformazione dei dati stessi o se le conclusioni possono essere arbitrarie e in ultima analisi, sbagliate.

Quindi, tornando alla questione se il collare sia dannoso o meno per il cane, se si afferma che “studi scientifici” proverebbero danni al cane, il minimo che si può fare è citare gli studi suddetti in modo che tutti possano verificare la verità di quanto si dice.
Questo, almeno, se si è in buona fede, altrimenti potrebbe sembrare che ci approfitti di chi non ha gli strumenti per fare ricerche e verificare in altro modo.

Personalmente, non ho mai visto uno studio che comprovasse eventuali danni provocati dal collare; se ne siete a conoscenza, vi prego di inviarmi i riferimenti in modo che possa verificare.
Ho invece visto centinaia di cani vivere una vita felice in famiglia grazie all'addestramento classico che, fra molti altri strumenti, usa anche il collare.

Mentre la pettorina è nata per permettere al cane di trainare, tirare qualcosa (slitte, carretti...), il collare è da sempre un modo efficiente per comunicare col cane. Chi pensa d'altra parte che il collare serva per "costringere" il cane a fare qualcosa che non vuole, evidentemente non ha ancora capito che non si può costringere un cane a fare quello che non vuole; può farlo una volta perché vi vuole bene o perché ha paura di voi, ma alla fine non otterrete nessun buon risultato e, probabilmente, vi morderà ;)

Se siete comunque disposti a credere a tutto quello che c’è su Internet, sui giornali o, meglio ancora, in televisione, e non andate a verificare se quello che si dice è vero o falso, vi segnalo due filmati che possono arricchire la vostra visione:

“Il miracoloso sale del Mar Morto” - Wanna Marchi

“Il Sole gira intorno alla Terra” - Bandar al-Khaibari

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venerdì 11 settembre 2015

Educazione e addestramento del cane: il cane deve aver paura di noi?

“La paura è un'emozione dominata dall'istinto (cioè dall'impulso) che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una suffragata situazione di pericolo; irrompe ogni qualvolta si presenti un possibile cimento per la propria incolumità, e di solito accompagna ed è accompagnata da un'accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche difensive.” (Wikipedia)

La paura è un fenomeno interessante; condiziona pesantemente il nostro modo di pensare e il nostro comportamento.

Secondo la psicologia evolutiva, la paura è una risposta adattiva all'ambiente: chi non ha paura corre più rischi, ma è anche vero che troppa paura porta alla paralisi e all’estinzione.


Si è teorizzato recentemente che la paura faccia parte del nostro codice genetico e che gli individui nascono, non diventano, più o meno paurosi. La tendenza ad aver più o meno paura porta ad esempio ad essere conservatori o progressisti in politica, ad affrontare in modo diverso un lavoro o una relazione nuovi.

A questo proposito: I cani sono di sinistra o di destra?

La paura induce una risposta "combatti o fuggi". È interessante vedere come questi comportamenti si sviluppino in un'aula scolastica, nel posto di lavoro, nello sport e, naturalmente, quando abbiamo a che fare con un cane, la cui mente non è molto diversa da quella umana: chi ha paura tende a scappare, allontanarsi dalla situazione paurosa, o a combattere, avere quindi una reazione aggressiva.

Quando noi abbiamo a che fare con un cane con cui dobbiamo lavorare, ci sono due cose che vogliamo evitare: una reazione aggressiva nei nostri confronti o che voglia scappare, allontanarsi da noi.

Se il cane ha paura di noi e tende ad allontanarsi, non potremo creare un rapporto, non ci può essere comunicazione e in ultima analisi non potremo collaborare con lui.

Non bisogna naturalmente confondere l'aggressività da difesa con quella da predatorietà. La seconda è una dote caratteriale importante nella caccia, nell'utilità e difesa, nella ricerca, negli sport cinofili. L'aggressività da predatorietà è funzionale, razionale, controllabile.
L'aggressività da paura è invece incontrollabile, irrazionale, imprevedibile; è la difesa ultima dell'individuo.

È interessante la relazione che vi è fra questi due tipi di aggressività: più un cane, in una determinata situazione, si sente predatore, meno ha paura. I due tipi di aggressività sono in effetti direttamente proporzionali.

A questo proposito: La matrice comportamentale del cane

Come abbiamo detto, la predatorietà ci è utile per la caccia o altre attività, ma ci è utile anche per contrastare la paura. Un cane con alta autostima, che si sente predatore, è un cane che non ha paura, quindi razionale, controllabile.

Nell'educazione del cane, dobbiamo fare molta attenzione alla differenza fra paura e rispetto; se  la paura allontana il cane da noi, il rispetto lo avvicina e lo rende controllabile.

La differenza fra paura e rispetto è data dalla fiducia. Il cane si deve fidare di noi, ovvero deve sapere che non gli faremo del male.

A questo proposito: Il Rapport nella PNL

È anche chiaro che senza il rispetto da parte del cane, non ci seguirà.
La paura va quindi evitata, il rispetto è fondamentale in una relazione.

Fiducia e rispetto devono essere reciproci, ma lo diamo per scontato, no? O pensiamo che un cane si possa fidare di noi se noi non ci fidiamo di lui? ;)

Fiducia, rispetto e infine collaborazione, una ricetta che in questi ultimi 40.000 anni circa ha portato l'uomo e il cane a condividere tanto, e ci può ancora regalare tante emozioni.

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giovedì 14 agosto 2014

I cani sono gelosi?

Gelosia: Sentimento di chi ha paura di vedersi sottratto l'oggetto del proprio amore.


La gelosia viene spesso indicata come un sentimento umano che implica una complicata concatenazione di processi cognitivi; prendiamo ad esempio una situazione che mi succede spesso:

Durante la passeggiata, io e Elsa (golden retriever di 4 anni), incontriamo un altro cane (con padrone). Elsa e l’altro cane si riconoscono come amici e interagiscono giocando e rincorrendosi. Quando il gioco si calma, l’altro cane può venirmi vicino, io mi abbasso e inizio ad accarezzarlo; a questo punto Elsa si mette in mezzo e col muso sul mio braccio indica che vole essere accarezzata.

Se il comportamento sopra descritto si può descrivere come gelosia, questo implica una serie di circostanze:

1 l’affezione di Elsa nei miei confronti
2 la percezione dell’altro cane come possibile rivale
3 il riconoscimento delle carezze all’altro cane come indice di affezione
4 la costruzione di un immagine mentale in cui l’oggetto dell’affezione (io) le viene portata via dal rivale
5 l’attuazione di un’azione volta alla risoluzione dell’allontanamento del rivale

In termini di psicologia cognitiva, vengono attivati processi di pattern recognition, associazione, percezione, problem solving e immagini mentali, conditi da un linguaggio molto eloquente.

Se ci atteniamo alla definizione di gelosia indicata qui sopra, Elsa sembra abbia paura di vedersi sottratto l’oggetto del proprio amore, quindi è all’apparenza gelosa.

In realtà ci sono altri momenti in cui il comportamento di Elsa richiama l’idea della gelosia, non solo nel confronti di un altro cane ma anche nei confronti della mia compagna, dove arriva ad abbaiare animatamente quando ci vede abbracciati o ci baciamo.

Molti proprietari di cani segnalano comportamenti analoghi, ma fino ad ora non c’è mai stato uno studio vero e proprio sulla gelosia nei cani.

Il 23 luglio 2014 è stato pubblicato sulla (autorevole) rivista di psicologia Plos One un’interessante studio sulla gelosia nei cani.

Per motivi di sicurezza e di controllo non sono stati usati come “possibili rivali” altri cani, ma tre oggetti: un finto cane, un giocattolo e un libro per bambini. I padroni dei cani dovevano interagire con i vari oggetti e osservatori neutrali (che non conoscevano lo scopo del test) hanno riportato i comportamenti dei cani.

Con mia sorpresa, i cani hanno mostrato una maggiore attenzione verso il cane finto, arrivando ad annusare il didietro dello stesso (87% dei cani esaminati), il che implica una capacità di astrazione e costruzione di un’immagine mentale sorprendente.

Senza avere alcuna pretesa di scientificità, ho visto comportamenti analoghi da parte di gatti e cavalli, gli animali che sono storicamente più a contatto con l’uomo. Mi piacerebbe tuttavia capire se tali comportamenti sono in qualche modo indotti dall’uomo o siano presenti in natura in animali slegati dall’esperienza umana. L'etologia classica non si è soffermata sull'etologia, come dicevo la gelosia è sempre stata considerata un'esperienza tipicamente umana, e del resto si corre sempre il rischio di volere a tutti i costi vedere negli animali qualcosa di simile noi stessi, in contrapposizione forse alla vecchia concezione di vederli come semplici "oggetti".

“Noi non vediamo gli animali come esseri con una morale. Ma pensate che gli animali vedano noi come esseri con una morale? Un animale che potesse parlare direbbe: ‘L’umanità è un pregiudizio di cui, perlomeno, noi animali siamo privi’” - 
Friedrich Nietzsche

Con fiducia, rispetto e collaborazione.

Per visionare lo studio: http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0094597

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martedì 19 marzo 2013

A che gioco giochiamo? Il gioco dei cani secondo Mark Bekoff

Chi segue questo blog sa che a volte le tesi di Mark Bekoff, specialmente quelle riguardanti dominanza e gerarchia, vengono qui ritenute piuttosto semplicistiche e fuorvianti.

Tuttavia Mark Beckoff rimane comunque uno dei più importanti studiosi del comportamento animale, e il suo lavoro sul gioco dei cani è sorprendentemente illuminante.

I cani si adattano facilmente alle regole di casa; quando un cane infrange una di queste regole, spesso si ha l'impressione che sappia in qualche modo di stare facendo qualcosa di sbagliato.

Ad esempio, la regola dice di non rubare il cibo dalla tavola, il cane può aspettare che noi siamo distratti e si avvicina furtivo alla tavola. Se viene colto in flagrante, solitamente non scappa, ma anzi si avvicina e, chinando la testa sembra quasi che chieda perdono.

Mark Bekoff parla di morale, di etica, ma indipendentemente da questi termini che sono più frutto di considerazioni personali, vediamo tecnicamente come si sviluppa questo comportamento.

I cuccioli giocano.

Chi vede 4 o 5 cuccioli giocare per la prima volta quasi si spaventa dalle ringhiate, dal mostrare i denti, dai morsi. In realtà, quando i cani vengono richiamati tutti trotterellano dai padroni con aria felice.

Il gioco è stato spesso visto come un allenamento alla lotta, alla caccia, ma secondo Bekoff non è il principale motivo: il gioco serve a imparare come vivere in società.

Il gioco, secondo Bekoff ha tre regole fondamentali:

Comunicare chiaramente.

Quando un cane vuole giocare, per dichiarare le proprie intenzioni, usa il "segnale universale di gioco", ovvero allunga le zampe anteriori, abbassa la testa, alza il posteriore e muove la coda festoso.

Il segnale universale di gioco

Questo segnale è usato da praticamente tutti i cani, dai lupi e dai coyote. Con questo segnale si dichiara che il successivo comportamento non è da considerarsi una minaccia ma, appunto, è solo un gioco.

Attenzione alle buone maniere.

Il gioco è bello quando rimane un gioco. Se un cane esagera ci possono essere due segnali: il guaito o un abbaio di avvertimento. Con questi segnali i cani si dicono: "ehi, amico, vacci piano, così fai male!".

A volte il gioco può sembrare violento

Ammettere quando si sbaglia.

Il cane che ha evidentemente esagerato spesso ripete il segnale di gioco, come per "scusarsi" e rilanciare la sua intenzione di non fare del male: "scusa fratello, non era mia intenzione, starò più attento, giochiamo ancora?"

Piccola pausa per chiarirsi e riprendere fiato

Questo comportamento permette al cane di capire fino a che punto può spingersi senza infrangere le regole del vivere in società.

Ecco perché è così importante, quando si adotta un cucciolo, partecipare alle classi di socializzazione; il modo migliore per insegnare la buona educazione al nostro piccolo Fido è quello di farglielo insegnare dai suoi simili.

Più il cane gioca, più è "socializzato". Più Fido impara a sottostare alle regole "sociali", meno problemi avrà nella vita con i suoi simili, e meno problemi avremo noi nella sua gestione.

Non solo i cuccioli giocano. Con l'avanzare dell'età il gioco può diventare meno violento, meno fisico, ma è sempre un segnale di buon equilibrio del cane.

La cosa peggiore che possiamo fare al nostro compagno a 4 zampe (e a noi stessi) è aver paura a lasciarlo avvicinare ai suoi simili.

E' vero naturalmente che è possibile incontrare cani "poco educati". Proviamo allora a interpretare i segnali del possibile amico di Fido e vediamo se ci lancia un "segnale universale di gioco"; in tal caso lasciamoli pure giocare :)

Clicca qui per leggere l'articolo di Marc Bekoff su Scientific American.

Un sentito grazie a Sylvie e Matteo per il permesso di usare le fotografie.

Con fiducia, rispetto e, collaborazione. :)

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lunedì 11 febbraio 2013

Regalare un cane per San Valentino?

Fra pochi giorni è San Valentino, la festa degli innamorati. :)


Cosa c'è di più bello che regalare come pegno d'amore un tenero e morbido cucciolo?

NON FATELO!


Il 70% dei cani regalati viene abbandonato!

I più fortunati si ritrovano in canile, quelli abbandonati per strada vanno incontro a una sicura morte.

Adottare un cane significa assumersi delle responsabilità, ed è una (bellissima) decisione che si può prendere in due e può veramente rendere felici, ma deve essere profondamente desiderata dopo aver valutato tutte le implicazioni.

Se però vi volete bene, e volete veramente adottare insieme un cucciolo assumendovene le responsabilità, allora questo San Valentino potrà essere ricordato come uno dei giorni più belli della vostra vita. :)

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

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giovedì 7 febbraio 2013

Yes we cane! L'avvento dei cani in politica.



In questi giorni Sivio Berlusconi e Mario Monti hanno adottato un cane.

Un politico che adotta un cane è, a mio avviso, un bel segnale, perfettamente compatibile con la politica stessa.


Perché adottare un cane significa assumersi delle responsabilità, e anche entrare in politica e amministrare la cosa pubblica, prendere delle decisioni che possono fare del bene o del male alla gente, è prendersi delle responsabilità.

Le responsabilità nell'adottare un cane comportano tante cose:

dargli da mangiare
portarlo dal veterinario per vaccinazioni ed eventuali cure
portarlo a fare i bisogni (anche di notte, se è il caso)
togliere i peli dal divano di casa
portarlo fuori a fare una passeggiata almeno un'ora al giorno
scegliere le vacanze in base a alberghi e spiagge dove accettano i cani
educarlo, socializzarlo
farlo giocare con altri cani


Credo che la maggiore responsabilità di un politico sia essere coerente e onesto con sé stesso e i propri elettori, quindi se Silvio e Mario hanno adottato un cane, dovremmo vederli, nei limiti del tempo a sua disposizione, in passeggiata con i propri cani, muniti di sacchettino, e dovremmo vederli raccogliere i bisognini.

Ehi, vi ho visto! Perché ridete? Obama lo fa, nei limiti di tempo a sua disposizione, naturalmente, e lui è il presidente degli Stati Uniti d'America.

Sono molto contento di queste adozioni, e quindi sarei molto deluso se dovessi vedere questi due simpatici cagnolini affidati a un portaborse o a qualche ragazzina nipote di qualcuno.

Adottare un cane significa anche assumersi delle responsabilità nei confronti  di tutti i cani e degli animali in genere.

Mi aspetto che quindi ne possano venire fuori proposte di legge che molti amanti dei cani stanno aspettando:

Promozione della cultura cinofila
Lotta al randagismo (*)
Patentino del "buon cittadino a 6 zampe", a spese dello Stato, non del cittadino
Leggi severe contro il maltrattamento degli animali
Apertura dei luoghi pubblici ai cani (**)
Obbligatorietà di spazi aperti ai cani nei luoghi di villeggiatura (**)
No alla vivisezione, per cominciare togliamola per scopi non di ricerca medica
No ai canili lager
Lotta al commercio illegale e contrabbando di cuccioli


 (*) tramite cultura e prevenzione, non sterminio!
 (**) per cittadini a 6 zampe dotati di patentino e educazione, naturalmente ;)

Anche qui l'elenco sarebbe lungo, ma "un grande cammino inizia con un piccolo passo".

Sono contento che Silvio Berlusconi e Mario Monti abbiano adottato un cane, mi aspetto che questo gesto contagi anche altri politici e si prendano tutti le proprie responsabilità.

Ci conto, e osserverò gli sviluppi.

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

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martedì 29 gennaio 2013

La mente del cane e la Programmazione Neuro Linguistica



La Programmazione Neuro-Linguistica è una serie tecniche fra le più avanzate per controllare il comportamento; usa il linguaggio per manipolare i processi neurologici.

Gli esseri viventi come noi e i cani, creano una rappresentazione mentale del mondo che viene chiamata "mappa cognitiva", e adattano questa mappa alle proprie esperienze.

Secondo Richard Bandler, l'ideatore della PNL, questa mappa è simile a un programma di un computer, e in quanto tale può essere cambiata.

Questo è possibile perché non si vuole cambiare il mondo, ma soltanto la nostra idea del mondo, che non sono la stessa cosa: "La mappa non è il territorio".

Vale la pena ricordare che in realtà questo concetto non è del tutto recente:

"Siamo ciò che pensiamo. Tutto ciò che siamo è prodotto dalla nostra mente."

e anche:

"Nella mente ha origine la sofferenza; nella mente ha origine la cessazione della sofferenza."

Siddhārtha Gautama (meglio conosciuto come Buddha) 566 a.C.

Un esempio potrebbe chiarire il concetto:

Es. (re-framing)

- Non posso fare quell'esame, è troppo difficile! Ho paura di non farcela!
- Quell'esame è molto difficile, devo prepararmi al meglio, così posso superarlo!

Le parole sono praticamente le stesse ma la spinta motivazionale è molto diversa.

La PNL può essere utilizzata per risolvere fobie, ossessioni, motivare e tanto altro; agli amanti dei quattrozampe pelosi viene quindi spontaneo pensare di poterla utilizzare anche per i problemi comportamentali dei cani:

Ossessioni come inseguirsi la coda, leccarsi o mordersi compulsivamente parti del corpo etc.
Aggressività verso altri cani, persone o altri animali.
Paure, fobie.
Iperattività, sindrome dell'abbandono.

Alcune tecniche e concetti della PNL possono sembrare molto adatte all'educazione cinofila.

Le ancore, ad esempio.

Vi ricordate il cane di Pavlov? Mentre gli si mostrava il cibo il cane salivava, contemporaneamente veniva suonato un campanello. Dopo un po', il cane associava il campanello al cibo così, quando veniva suonato, il cane salivava.

Il campanello, in questo caso, è un'ancora. La nostra vita è piena di ancore: una canzone ci ricorda un vecchio amore, il profumo di biscotti la nostra infanzia… le pubblicità sfruttano tantissimo le ancore per associare suoni e immagini ai prodotti.

Anche la vita dei cani, come il cane di Pavlov, è soggetta alle ancore: quando ci mettiamo quella vecchia giacca vuol dire che si va a fare una passeggiata nei campi, quando si apre quel cassetto dove è custodito il cibo per cani, è ora di cena, quando si sente la macchina entrare dal cancello, il padrone sta arrivando.

Le ancore sono più di un riflesso condizionato, sono la chiave per evocare emozioni, ricordi, sentimenti.

A volte le ancore portano a una situazione non desiderabile, e allora le tecniche della PNL ci possono essere di aiuto:

Pattern Interrupt
Ristrutturazione (re-framing)
Sostituzione (Swish)
Rapport - Matching, Mirroring

Prima di addentrarci nelle varie tecniche, dobbiamo chiarire un dubbio: la PNL è basata sulla manipolazione del linguaggio... ma i cani non parlano italiano!

Albert Mehrabian, nel suo studio sulla comunicazione, ha ricavato la regola sperimentale del 7%, 38% e 55%.

Quando due individui comunicano:

il 7% della messaggi arriva tramite le parole
io 38% attraverso il tono, il volume e il ritmo della voce
il 55% attraverso la fisiologia (postura, gesti, movimenti degli occhi)

Quindi la parola rappresenta solo una piccola parte del messaggio comunicativo e non usarla con i cani non è necessariamente un problema.

Noi in realtà comunichiamo già benissimo con i cani, lo facciamo da circa 15.000 anni, da quando andavamo a caccia insieme nella savana.

Da poche centinaia di anni, da quando prima con la stampa, poi la radio, poi la televisione abbiamo dato sempre più importanza alla parola, e abbiamo quasi trascurato gesti, postura, mimica facciale e tono della voce.

Ai cani manca (solo) la parola, ma comunicano!

Con un po' di attenzione, lo studio dei segnali pacificatori e di invito al gioco, dell'etogramma del cane (http://ilguinzaglioinvisibile.blogspot.it/2013/01/analisi-comportamentale-ed-etogramma.html) e con l'aiuto della materica comportamentale, possiamo recuperare e razionalizzare quella parte istintiva che abbiamo dentro di noi che ci permette di comunicare con il nostro amico peloso.

E di questo parleremo ancora.

Con fiducia, rispetto e collaborazione. :)

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Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


lunedì 26 novembre 2012

Dog-Twitter - i migliori tweet sui cani - #personechetifannodomandestupide

Sembra esserci una strana relazione fra i cani e le persone che fanno domande stupide...

Buona lettura! :)


Hai il cibo per cani nel carrello e ti dicono"Hai un cane?" NO, É LA MIA NUOVA DIETA A BASE DI CROCCANTINI.
 una persona che sente farti degli auguri - Oddio, ma oggi è il tuo compleanno? NO, E' MORTO IL MIO CANE.
vengono a casa ' hai un cane ? ' NO LEI E' L'AGENTE PERRY IN MISSIONE PER IL PRESIDENTE
 Porto a passeggio il cane ed incontro un'amica 'che carino, è tuo?' NO, L'HO RUBATO AL VICINO
'Mi da una cuccia per cane?' x:ha un cane? NO, HO UN UNICORNO.MA GLI FACCIO CREDERE CHE È UN CANE.
 *Ti chiamano a casa* 'Ma che stai a casa?' NO GUARDA,NON HO UN CANE QUINDI PORTO A SPASSO IL TELEFONO. .__.
*sente abbaiare* "ah ma hai un cane in casa?" NO,È MIO PADRE CHE HA COME HOBBY ABBAIARE AL CHIARO DI LUNA.
Porti a spasso il cane. "É tuo?" NO, IO SONO LA PIU GRANDE LADRA CANINA AL MONDO. Il prossimo sarà il tuo.
 *al negozio di animali* "mi servono i croccantini" "hai un cane?" NO,SONO PER ME,ME LI HA DATI IL MEDICO.
'hai un cane?' 'no, è che voglio dimagrire e la dietologa mi ha consigliato le crocchette per cani ʘ‿ʘ'
 *compri l'osso per cani* 'hai uncane?' NO, CON L'OSSO CI GIOCO IO QUANDO MI ANNOIO.
"bello il cappottino! ma è del cane?" no guarda,era il mio giubbotto ma lavandolo e si è ristretto. 
*porti a spasso il cane* 'hai un cane?' 'no sai, ho un gatto ma gli piace travestirsi'. 
 *a portare il cane a spasso* 'è tuo?' MIO?! TI PARE. L'HO RUBATO A TUA MADRE, E ME NE VANTO IN GIRO.
*tossisci a più non puoi* 'ma stai tossendo'?EH NO GUARDA STO CHIAMANDO IL MIO CANE,FUFI VIENI QUA DAI!
"Avete un bagno?" SCUSA MA IO PISCIO IN GIARDINO CON ILCANE 
*In giro con il cane* 'ooooh, che bello, ma è tuo?' NO, GUARDA, L'HO RUBATO A MIA NONNA. 
 'È tuo l'iphone??' NOOO MA VA L'HO RUBATO AL CANE DEL VICINO POCO FA -.-"
 "avete un bagno?" "noo, caghiamo in guardino e ci puliamo con il cane" :D



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