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mercoledì 16 settembre 2015

Gli studi scientifici sul collare per il cane: il Sole ruota intorno alla Terra, quindi?

Sembra che la grande questione se sia meglio il collare o la pettorina per il cane sia, nel 2015, ancora aperta; i grandi detrattori del collare si sbizzarriscano a parlare di “studi scientifici” che provano danni al cane provocati da questo strumento.


Come varie volte ho umilmente fatto notare, di questi “studi scientifici”, sembra non esservi traccia; l’unico studio è forse quello di Anders Hallgren (su 400 cani, non proprio un grande studio), che conclude con “non c'era correlazione fra collare a strozzo e problemi di schiena”, ma eventualmente ci sono problemi con i cani tenuti alla catena, e direi che qui siamo tutti d’accordo, no?

Vedi a questo proposito: La grande menzogna sul collare a strozzo

Si può fare divulgazione scientifica in due modi:

Descrivendo uno studio che si è fatto in base a un metodo scientifico, un’analisi statistica dei dati, effettuando test in doppio cieco per evitare eventuali Bias,  e altri strumenti tipici della Scienza

Oppure:

Illustrando in modo più discorsivo i risultati di uno studio condotto da altri, in modo che anche chi non ha un background scientifico possa comunque capire di cosa si sta parlando.
Ci sono naturalmente delle persone che sanno fare entrambe le cose come Albert Einstein e Stephen Hawking, giusto per fare un paio di esempi noti.

Se si vuole usare il secondo metodo, e non si è Einsein o Hawking, è buona norma, per non prendere in giro il lettore, inserire i riferimenti dello studio di cui si parla in modo che sia possibile consultare i dati originali e verificare se nel processo di divulgazione vi è stata qualche deformazione dei dati stessi o se le conclusioni possono essere arbitrarie e in ultima analisi, sbagliate.

Quindi, tornando alla questione se il collare sia dannoso o meno per il cane, se si afferma che “studi scientifici” proverebbero danni al cane, il minimo che si può fare è citare gli studi suddetti in modo che tutti possano verificare la verità di quanto si dice.
Questo, almeno, se si è in buona fede, altrimenti potrebbe sembrare che ci approfitti di chi non ha gli strumenti per fare ricerche e verificare in altro modo.

Personalmente, non ho mai visto uno studio che comprovasse eventuali danni provocati dal collare; se ne siete a conoscenza, vi prego di inviarmi i riferimenti in modo che possa verificare.
Ho invece visto centinaia di cani vivere una vita felice in famiglia grazie all'addestramento classico che, fra molti altri strumenti, usa anche il collare.

Mentre la pettorina è nata per permettere al cane di trainare, tirare qualcosa (slitte, carretti...), il collare è da sempre un modo efficiente per comunicare col cane. Chi pensa d'altra parte che il collare serva per "costringere" il cane a fare qualcosa che non vuole, evidentemente non ha ancora capito che non si può costringere un cane a fare quello che non vuole; può farlo una volta perché vi vuole bene o perché ha paura di voi, ma alla fine non otterrete nessun buon risultato e, probabilmente, vi morderà ;)

Se siete comunque disposti a credere a tutto quello che c’è su Internet, sui giornali o, meglio ancora, in televisione, e non andate a verificare se quello che si dice è vero o falso, vi segnalo due filmati che possono arricchire la vostra visione:

“Il miracoloso sale del Mar Morto” - Wanna Marchi

“Il Sole gira intorno alla Terra” - Bandar al-Khaibari

Con fiducia, rispetto e collaborazione.

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Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it

domenica 18 novembre 2012

Collare o non collare? Questo è il problema?

Quante volte avete sentito la frase:

"Al mio cane manca solo la parola!"

In realtà, quel cane la "parola" ce l'ha, ma spesso siamo noi a non capirla ;)

Comunicare col cane significa usare canali comunicativi diversi dai nostri: il cane non parla "italiano".

La comunicazione umana non è comunque  limitata ala parola: nella seduzione, ad esempio, l'olfatto gioca un ruolo importante. Il ricorso a profumi pare stimoli ricordi ancestrali, di quando l'uomo raccoglieva frutti e bacche nella savana. 

Chi ha amici e colleghi fuori dall'Italia spesso si sente un po' prendere in giro perché si dice che gli italiani parlano gesticolando. Una nota barzelletta recita:

"Come si fa a far star zitto un italiano? … Gli si legano le mani!" :))

Ma non solo gli italiani parlano con i gesti. Anche se in modo più discreto, il linguaggio non verbale costituisce circa l'80% della comunicazione effettiva.

La stretta di mano che usiamo quando incontriamo qualcuno, la pacca sulla spalla per congratularci, l'abbraccio, il bacio, il tocco sulla spalla per attirare l'attenzione di qualcuno un po' distratto, sono tutti esempi di comunicazione attraverso il tatto.

Un altro esempio dell'uso del tatto per comunicare è quando una mamma tiene per mano un bambino.

Tenere per mano un bambino significa per la mamma:

essere sicuri che il bambino è lì
sentire se il bambino è calmo o agitato
poter avvisare il bambino di cambi di direzione o di eventuali pericoli

Essere tenuto per mano significa per il bambino:

essere sicuri che la mamma è lì
potersi guardare in giro senza preoccuparsi di dove andare
essere al sicuro dei pericoli

Quindi il bambino deve sempre essere tenuto per mano?

Assolutamente no! Al parco, dove il bambino è ragionevolmente al sicuro, lo lasciamo correre e divertirsi insieme ai suoi amici; se siamo su un sentiero in campagna, lo lasciamo andare avanti e indietro finché non si stanca e probabilmente si mette al nostro fianco e ci tende la mano.

Essere tenuti per mano per il bambino è meno stressante che essere libero.

Non è difficile fare gli stessi ragionamenti parlando di cani, l'unica differenza è che anziché tenerlo per mano, usiamo il guinzaglio.

Tenere un cane al guinzaglio è come tenere per mano un bambino.

Se siamo in campagna o al parco, possiamo lasciare libero Fido, o possiamo usare un guinzaglio lungo e una pettorina, in modo che possa tranquillamente annusare e esplorare qua e là.

Se siamo su un affollato marciapiede cittadino, il guinzaglio e un collare rappresentano un prezioso strumento di comunicazione: possono esserci tanti forti rumori, tanti stimoli visivi, tanti odori interessanti, ma possiamo sempre comunicare col cane "toccandogli la spalla" per attirare la sua attenzione e ottenere un contatto visivo.

Il collare è in questi giorni oggetto di forti critiche; si dice che il collare strangola il cane, che inibisce la comunicazione stessa fra cani, ma non usare il collare significa rinunciare a un importante canale comunicativo.

L'importante è naturalmente usare guinzaglio e collare per comunicare e non per "costringere" il cane; è importante sviluppare col cane una relazione in fondo non tanto diversa da quella che la mamma ha con il bambino, una relazione basata su fiducia, rispetto e collaborazione, che non a caso sono le basi de "Il guinzaglio invisibile". :)

Con rispetto, fiducia e collaborazione.

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