lunedì 11 marzo 2013

Le dinamiche di un branco di lupi nella famiglia con animali domestici

Sui branchi di lupi si è detto molto, e molto si discute sull'attitudine dei canidi, in particolare dei cani "domestici", di formare un branco.

Addirittura, come Coppinger, c'è chi afferma che i cani non formano branchi: nel suo studio sui "cani da villaggio" sull'isola di Pemba (Tanzania) i cani sono più singolarmente legati all'attività umana che fra di loro, un fenomeno equivalente ai cosiddetti "barboni" che vivono in strada ai margini della società.

Del resto basta andare a Napoli o in Sicilia per trovare una realtà molto diversa: lo studio di Bonanni rivela che i cani randagi nelle città del sud Italia formano gruppi sociali guidati da una gerarchia flessibile, adattabile secondo le necessità.

Lo studio del dottor Mech mostra come gli stessi lupi adattano la struttura del branco e la leadership a seconda delle necessità.

Recentemente, nei boschi dell'Appennino Tosco-Emiliano, si sta verificando il fenomeno di cani inselvatichiti da varie generazioni che cacciano in gruppo e si pensa addirittura si stiano accoppiando con i lupi.

E poi sorge spontanea la domanda: i cani nelle nostre famiglie formano un branco? E ancora: formano un branco con noi? Lo formano anche con eventuali gatti o altri animali domestici?


Quello che tuttavia è evidente, è che non solo ci sono pareri discordi sul fatto che i cani formino o meno un branco, ma non c'è nemmeno una precisa definizione di che cosa sia un "branco".

Da Wikipedia: "Un branco è un gruppo di mammiferi che si riuniscono spontaneamente e operano in modo omogeneo (per esempio nel corso di spostamenti). Il termine viene in genere utilizzato per riferirsi a gruppi di animali della stessa specie; viene talvolta esteso a gruppi di specie diverse quando le diverse specie si comportino in modo sostanzialmente simile (come nei branchi di gnu e zebre)."

Se vediamo la cosa dal punto di vista evolutivo, appare chiaro che diversi animali come lupi, cani e umani, si riuniscano in gruppi per meglio affrontare le sfide ambientali: ad esempio un gruppo di lupi ha la possibilità di cacciare prede più grosse, o un gruppo di umani si può difendere meglio dai predatori e così via.

La formazione di un gruppo sociale è quindi una risposta adattiva all'ambiente.

Se osserviamo i comportamenti all'interno del branco di lupi, notiamo che vi è una certa gerarchia, che per risolvere le liti interne i lupi usano riti legati alla dominanza (vedi definizione di dominanza di Abrantes), che tutti ottengono cibo indipendentemente dal fatto che partecipino o meno alla caccia, che esiste cooperazione sia nella predatorietà sia nella difesa.

Dai comportamenti osservati ricaviamo tre funzioni di un branco:

Cooperazione
Mutualismo
Struttura

Per una maggiore precisione definiamo i termini:

La cooperazione è l'operare insieme per raggiungere uno scopo, un fine comune in un'iniziativa, impresa, attività.

Esempi: le strategie di caccia, tattiche di difesa, esplorazione, pattugliamento, cura e difesa della prole.

Il Mutualismo è la stretta relazione fra individui per trarne un beneficio reciproco.

Esempio: distribuzione del cibo cacciato fra tutti gli elementi del branco. Difesa di un individuo se in pericolo.

Struttura: ogni gruppo sociale tende spontaneamente a darsi un'organizzazione interna per ottimizzare le risorse.

Esempio: gerarchia, leadership, dominanza.

Da notare che, poiché il branco è una risposta adattiva, gerarchia e leadership sono flessibili e vengono adattate secondo le necessità del branco.

Ora che abbiamo chiarito le funzioni del branco possiamo enunciare la seguente definizione:

"Si definisce branco un insieme di individui in cui sono osservabili Cooperazione, Mutualismo e Struttura."

Ovvero: "Un insieme di individui in cui sono osservabili Cooperazione, Mutualismo e Struttura, viene definito branco."

Data la definizione possiamo divertirci a catalogare vari insiemi di animali e chiamarli "branco" oppure no.

Un gruppo di lupi è, come abbiamo visto, un branco.
Un gruppo di leoni è un branco.
Un gruppo di gatti non è un branco.
Un gruppo di uccelli non è un branco.

Veniamo ora ai nostri amici a quattro zampe: un gruppo di cani formano un branco?

Per rispondere dobbiamo ancora una volta ricordare che il branco è una risposta adattiva all'ambiente; se pertanto l'ambiente lo richiede, formano  branchi di vari tipi (come sugli Appennini o nelle città del sud Italia), altrimenti possiamo osservare diversi fenomeni come i "cani da villaggio" di Coppinger.

Chi ha più di un cane, o altri animali in casa, può osservare le tre funzioni del branco:

Cooperazione: il cane abbaia per mettere in allarme il branco quando sente un rumore sospetto, il gatto uccide un topolino o un uccellino e lo deposita davanti alla porta di casa, quando siamo tristi o arrabbiati cani e gatti vengono da noi a consolarci, il cane difende nostro figlio "aggredito" al parco giochi e così via.

Mutualismo: tutti ricevono cibo e protezione indipendentemente dal fatto di partecipare o meno alla "caccia".

Struttura: in famiglia esistono generalmente più leader, rappresentati solitamente dai genitori (come la coppia riproduttiva dei lupi), che possono assumere il ruolo di capibranco in diverse circostanze e esercitano l'autorità senza necessariamente ricorrere all'aggressività (dominanza). Fenomeni di dominanza si possono verificare fra cani o fra cani e gatti, ad esempio per la ciotola del cibo, giochini o un posto sul divano. Non è infrequente che gli episodi di dominanza si possano verificare anche fra animali e umani o fra umani: è il tipico caso del litigio fra fratelli per un gioco.

Curiosamente, un gruppo di gatti non forma un branco, e infatti viene chiamata colonia, ma i gatti all'interno di un gruppo familiare misto cani/umani/gatti possono formare un branco.

Ho personalmente verificato funzioni analoghe con gruppi che comprendevano altri animali diversi da cani e gatti, che maggiorante hanno diviso con noi umani la nostra storia evolutiva: ad esempio cavie o rattini da compagnia.

Personalmente credo che le dinamiche all'interno del branco misto, che chiamerei "interbranco", siano da approfondire e studiare con attenzione.

Il numero di animali domestici nelle nostre case è in aumento, e spesso gli animali si trovano ad affrontare situazioni poco "naturali"; dobbiamo tenerne conto quando ci troviamo ad affrontare problemi comportamentali.

Con fiducia, rispetto e, collaborazione. :)

Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


lunedì 4 marzo 2013

Psicofarmaci per cani: tante bugie, poca utilità, grandi rischi


Qualcuno sembra credere che se si continua a ripetere una cosa, questa cosa diventa vera.

Ci sentiamo infatti ripetere con insistenza che, per risolvere problemi comportamentali del cane, sono necessari rimedi farmacologici, i cosiddetti psicofarmaci, "eventualmente" coadiuvati da una terapia comportamentale.

In realtà questo non solo non rappresenta l'unica strada, ma è una strada che, nel migliore dei casi, non va da nessuna parte; nel peggiore porta all'aumento dell'aggressività del cane e alla sua soppressione.

Innanzitutto dobbiamo capire cosa sono gli psicofarmaci, come funzionano e quale scopo si prefigge una "cura" a base di psicofarmaci.

Gli psicofarmaci più utilizzati sono detti "inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina", SSRI.

La serotonina è un neurotrasmettitore che porta alcuni segnali alle varie sinapsi della corteccia cerebrale.

Nei casi di stress, ansia (paura di qualcosa di imprecisato) e depressione (disturbo dell'umore) si evidenzia un calo della produzione di serotonina, che viene quindi da molti considerata la responsabile del "buon umore", anche se la serotonina regola anche il sonno, la temperatura corporea, la sessualità e l'appetito.

La serotonina prodotta non circola all'infinito, viene assorbita (ricaptazione) per evitare che si propaghi all'infinito.

Per capire meglio i meccanismi correlati alla serotonina  dobbiamo partire dallo stress.

Lo stress è una risposta adattiva all'ambiente; immaginiamo gli avi del nostro amico a quattro zampe a caccia nella savana, con la preoccupazione di mangiare o essere mangiati.

Lo stress induce modificazioni fisiche e cognitive:

- sensi acuiti
- aumento delle pulsazioni cardiache
- maggiore afflusso di sangue ai muscoli
- aumento della percezione
- aumento dell'attenzione

I responsabili di queste modificazioni sono due ormoni: l'adrenalina e il cortisolo.

In particolare il cortisolo è l'ormone che si occupa di mantenere afflussi di energia elevati per il tempo della durata dello stimolo stressante (l'energia che serve a combattere o scappare).

Nel caso di stress cronico si può notare un aumento di cortisolo nell'organismo.

Come abbiamo detto, gli psicofarmaci SSRI, come ad esempio la fluoxetina, inibiscono l'assorbimento della serotonina, facendo sì che rimanga in circolo per la durata dell'effetto farmacologico, quindi:

Stress => calo di serotonina => SSRI (fluoxetina) => aumento della serotonina

Teoricamente dovremmo avere un miglioramento dell'umore.

Tuttavia, se il cervello diminuisce la produzione di serotonina, c'è un motivo: in caso di stress (minaccia, pericolo) generalmente vogliamo essere ben svegli e attenti, non è una buona idea buttarsi col paracadute ubriachi!

Se aumentiamo artificialmente il livello di serotonina, questa stimola l'ormone adrenocorticotropo (ACTH) che a sua volta produce cortisolo che, abbiamo detto, è l'ormone dello stress.

Quindi:

Stress => calo di serotonina => SSRI (fluoxetina) => aumento della serotonina => stimolazione ACTH => aumento cortisolo => Stress!!


Nel caso migliore non otteniamo nulla, non eliminiamo lo stress e l'ansia rimane. Da notare comunque che lo stress può portare all'aggressività.

A questo punto vanno fatte alcune considerazioni.

1 - i farmaci non "curano" lo stato d'ansia, lo inibiscono momentaneamente.

2 - solitamente viene suggerita una terapia comportamentale, ma poiché gli antidepressivi sostanzialmente sono sedativi, i livelli delle funzioni cognitive quali attenzione, problem solving, percezione e memoria, sono alterati (come si evince dal bugiardino dei farmaci stessi). E' veramente consigliabile fare esercizi educativi con un cane sedato? Mandereste a scuola i vostri figli ubriachi per imparare meglio?

3 - i farmaci SSRI hanno dei possibili effetti collaterali, di cui è troppo lungo parlare qui, ma ci torneremo in seguito; è doveroso comunque segnalare che la fluoxetina ha una probabilità di 10,9 volte maggiore di scatenare reazioni aggressive rispetto alla media dei farmaci. Basti ricordare che i responsabili delle maggiori stragi negli Stati Uniti, compreso quello della strage di Newtown dove sono morti decine di bambini, erano sotto effetto di farmaci SSRI.

4 - in ogni caso non servono a risolvere il problema e nemmeno aiutano a risolverlo se viene affiancata una terapia comportamentale.

Gli psicofarmaci non sono una novità: negli anni 50/60 si proponeva con entusiasmo un inibitore della serotonina prodotto dalla Sandez, oggi Novartis, nel trattamento di depressione, ansia e schizofrenia: era l'acido lisergico, conosciuto meglio come LSD, oggi considerata una pericolosa droga illegale per gli effetti devastanti per la mente, riconosciuti 20 anni dopo l'introduzione.

Altri farmaci e non che si basano sul controllo della serotonina, oltre agli SSRI come la fluoxetina, sono le anfetamine (che portano a minori casi di violenza rispetto agli SSRI), la morfina, l'eroina, la marihuana e l'exstasy. Come è noto alcune sono illegali perché considerate pericolose, viene da chiedersi come verranno considerati gli SSRI fra 20 anni.

Ci sono modi naturali per stimolare la produzione di serotonina?

Certamente!

Prendere il sole!
Correre!
Giocare!
Mangiare cibo sano!
Fare esercizio fisico!
Fare vita sociale!

In pratica, se il vostro cane soffre di ansia, è depresso, presenta comportamenti ossessivi/compulsivi, probabilmente la cosa migliore da fare è portarlo a fare un bella corsa in campagna sotto il sole, fatelo giocare con degli amici e dategli da mangiare una bella bistecca!

Per i casi più difficili ci sono naturalmente delle terapie comportamentali che possono aiutare.

Nel "Guinzaglio invisibile" si usano metodologie ispirate alle più avanzate terapie comportamentali (CBT, ACT) e la Programmazione Neuro Linguistica (PNL); in pratica, poiché l'ansia e molte forme di depressione sono di fatto delle paure, si usa il gioco e l'istinto predatorio, antagonista della paura stessa, in modo da aumentare l'autostima del cane: un predatore non ha paura.

Naturalmente le metodologie basate sull'istinto predatorio non sono poi così diverse dalle tecniche che molti bravi addestratori praticano da migliaia di anni, senza paroloni accademici e con grande successo ;)

Non drogate il vostro cane!

Con fiducia, rispetto e collaborazione.

Riferimenti

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9192540
http://www.psychologytoday.com/blog/obsessively-yours/201212/newtown-shootings-caution-about-violence-and-ssris
http://www.psychologytoday.com/blog/obsessively-yours/201001/five-reasons-not-take-ssris
http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0015337
http://it.wikipedia.org/wiki/LSD
http://www.markpine.us/?tag=novartis
http://books.google.it/books?id=rFnDrG18FP0C&pg=PA340&lpg=PA340&dq=serotonina+e+acth&source=bl&ots=ahDjj40Vyh&sig=0wYZY_mOhOJQdHFG-Ts9QgxSc34&hl=it&sa=X&ei=wUcrUbPJOOHw4QS_wYDICA&ved=0CFkQ6AEwBQ#v=onepage&q=serotonina%20e%20acth&f=false
http://endo.endojournals.org/content/112/4/1217
http://www.dannyroddy.com/main/2011/12/12/serotonin-the-misery-hormone.html

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


lunedì 18 febbraio 2013

Educare il cane o addestrarlo? La volpe e il piccolo Principe

Ho cercato per molto tempo di starmene alla larga da una diatriba che affligge il mondo cinofilo, non meno senza senso di quella sconcertante su "pettorina o collare":

Educazione o Addestramento?

Le discussioni su educazione o addestramento mi ricordano una celebre commedia del Teatro dell'Assurdo di Eugene Ionesco: "Delirio a due", dove marito e moglie discutono se la lumaca e la tartaruga sono la stessa cosa. Intorno a loro ci sono furti, omicidi rivoluzioni, terremoti, ma per loro l'unica cosa importante è discutere se la lumaca e la tartaruga sono la stessa cosa.

Ricordo che il termine "assurdo" vuole dire "contrario alla logica", e la discussione se sia meglio educare o addestrare un cane è assolutamente contraria alla logica e quindi assurda.


L'analisi semantica delle due parole (il senso linguistico dei termini) ci rivela quanto segue:

Educazione, viene dal latino educere, tirare fuori ciò che sta dentro, ed è rivolta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà mentali, sociali e comportamentali in un individuo.

Si educa pertanto un bambino a mangiare composto a tavola, a non mettersi le dita nel naso e a non rubare i giocattoli agli altri bambini; si educa il cane a non tirare al guinzaglio, a non saltare addosso agli ospiti e a non mordere il bambino dei vicini che gli fa i dispetti (perché non è stato "educato" bene).

Addestrare vuole invece dire rendere "destro", ovvero abile a una particolare attività: si addestra un cane per fare UD (Utilità e Difesa), agility, ricerca in superficie, salvamento in acqua. etc.

Dalla semplice ricerca del significato di educazione e addestramento risulta chiaro che i due termini non si rivolgono allo stesso ambito, non sono sinonimi, non sono in antitesi e in sostanza vogliono proprio dire due cose diverse.

E non solo! E' forse possibile addestrare qualcuno (cane o umano) senza averlo educato?

Es. è possibile insegnare a un bambino la matematica se prima non ha imparato a stare seduto ad ascoltare?

Es. è possibile insegnare agility a un cane che non risponde al conduttore, che non si fa portare al guinzaglio o che quando vede un'altro cane vuole sempre attaccar briga?

L'educazione è quindi necessaria.

L'addestramento è facoltativo?

Chiaramente non è obbligatorio che tutti i cani facciano UD o agility, ma dobbiamo ricordarci che la storia evolutiva dell'uomo insieme al cane si basa sulla loro reciproca collaborazione, sul lavoro svolto insieme: caccia, guardia, pastorizia...

Anche se oggi non siamo più tutti cacciatori o pastori, il nostro compagno a quattro zampe collabora con noi per la ricerca di persone disperse, come guida per non vedenti, ci aiuta nel momento del dolore con la pet therapy...

Fare compagnia a un anziano non è forse un lavoro? Correre insieme al proprio trainer a quattro zampe non è un tipo di collaborazione interspecie? Non è forse un lavoro?

Una cane, per quanto "educato", se non lavora, diventa ben presto un cane grasso e annoiato, e prima o poi si troverò lui stesso un lavoro: abbaiare, rosicchiare i mobili, mordere e altre cose simpatiche. Un cane solo educato, ma che non lavora, può paradossalmente diventare "problematico".

Per ogni attività strutturata, per ogni lavoro, è necessario un certo addestramento, e per ogni relazione sana è necessaria una qualche forma di attività strutturata.

Educazione e addestramento sono quindi entrambi necessari e fondamentali.

Il cane, esattamente come per noi umani, deve lavorare per essere felice.
Una relazione, oltre che su fiducia e rispetto reciproci, si deve basare sulla collaborazione, esattamente come i nostri antenati umani e canini che cacciavano insieme nella savana, 15.000 anni fa.

La collaborazione crea legami, i legami creano la relazione.

Nel Piccolo Principe di Antoine Saint-Exupéry, una volpe chiede di essere addomesticata.

"Che cosa vuol dire addomesticare?" - chiede il Piccolo Principe.

"E' una cosa da molto dimenticata." - risponde la volpe - "Vuol dire creare dei legami".

Con fiducia, rispetto e, naturalmente, collaborazione. :)

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


giovedì 14 febbraio 2013

Che cosa fare con un cane iperattivo

Il cane è irrequieto, agitato, salta addosso alle persone, alla prima occasione corre all'impazzata, si agita in presenza di altri cani o nuove persone.

Ogni situazione va vista nel suo contesto, ma probabilmente il nostro cane è iperattivo.


La moderna psicologia definisce l'iperattività negli umani come: "ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), acronimo di "sindrome da deficit di attenzione e iperattività".

Il Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale"

(da Wikipedia: Sindrome da deficit di attenzione e iperattività)

Quindi la difficoltà maggiore, quando si ha a che fare con un cane iperattivo è la sua mancanza di attenzione.

Senza attenzione non è possibile utilizzare schemi educativi basati su rinforzo (condizionamento operante) poiché il cane semplicemente non riconosce come importanti i rinforzo stessi, sia che si parli di bocconcini, coccole, strappetti del guinzaglio o addirittura punizioni.

I rinforzi positivi vengono solitamente ignorati, le punizioni possono infastidire il cane, che le percepisce come "gratuite", slegate dalle sua azioni.

La mancanza di attenzione è un grosso ostacolo alla relazione col proprio cane, poiché la comunicazione risulta molto difficile se non quasi impossibile.

Vale la pena però di precisare che l'iperattività non è necessariamente un problema legato al cane, né legato al padrone, bensì è il sintomo di una relazione fra i due non funzionante.

Se infatti un cane iperattivo si trova in una famiglia con sufficiente energia e tempo libero da dedicare per passeggiate, corse o attività sportive con il cane, se il cane stesso non viene lasciato solo in casa o in giardino per molto tempo, l'iperattività non è un problema: è una grandissima risorsa che può rendere felice la famiglia stessa!

Purtroppo, quando si sceglie un cane, specialmente se cucciolo, si dà spesso più peso a considerazione estetiche che caratteriali.
La scelta di adottare un cane dev'essere guidata dalla domanda: cosa voglio fare col mio cane?

Es.1: coccolarlo davanti alla tv
Es.2: correre una maratona

Da questi due esempi un po' estremi dovrebbe risultare chiaro che non tutti i cani vanno bene per tutti.

Ma quando "la frittata è fatta", e ci si ritrova con una famiglia da divano e un cane da Iditarod, ci possono essere delle soluzioni?

Certo! anche se naturalmente ci vuole un po' di buona volontà per applicare alcune semplici accorgimenti.

Poiché il cane iperattivo non riesce a concentrarsi e sostanzialmente a stare fermo, si deve cercare un approccio fisico / cinestesico, basato su attività e movimento.

Il percorso si compone di 3 fasi, ed è finalizzato a costruire la relazione col cane e "catturare" la sua attenzione.
Per fare questo, dapprima assecondiamo l'iperattività del cane, entriamo in sintonia con lui, e poi lo guidiamo verso uno stato più calmo e di attenzione.

1 - il cane iperattivo deve in qualche modo sfogare la sua energia; la corsa leggera e continuativa è il modo migliore per tranquillizzare il cane. Correre con un cane iperattivo è più facile che fare una passeggiata, la sua mente rimane concentrata sull'attività fisica, sul ritmo e la respirazione, ed è meno propenso a distrazioni.
La corsa di resistenza col cane è una reminiscenza degli inizi storici della relazione cane-uomo, quando cacciavano insieme nella savana 15.000 anni fa; la corsa stimola nel cane, come nell'uomo, la produzione di endorfine, che provocano uno stato di benessere che tranquillizza il cane.

Sconsigliatissimi in questa fase i giochi con palle, freesbee e treccini, che anziché calmare il cane, stimolano l'istinto predatorio e la produzione di adrenalina e cortisolo, rischiando di agitare di più il cane.
Questi giochi, o un vero e proprio addestramento, possono essere molto utili in seguito, quando si è riusciti a creare una relazione positiva.

Se in famiglia nessuno corre, è possibile ricorrere a un amico, un parente, un vicino. In alternativa una passeggiata veloce può andare bene, ma la corsa, per quanto leggera, è preferibile.
Il tapis-roulant può essere un valido aiuto se non si ha la possibilità di correre all'esterno. E' ottimo anche nei giorni di pioggia o quando gli impegni rendono difficile trovare un ora per uscire a correre, basta solo assecondare i ritmi del cane, inserire delle pause, e non esagerare!

2 - il cane iperattivo tipicamente usa pochissimo l'olfatto. Se il bocconcino è praticamente inutile come rinforzo, può invece essere usato per coinvolgere il cane in varie attività "casalinghe", che vanno dal semplice "seduto" a una piccola caccia al tesoro fra poltrone e divani.
Questa fase non sostituisce la prima, naturalmente, il cane deve uscire e fare esperienze fuori casa.

3 - la passeggiata. Alle corse e varie attività casalinghe, è opportuno affiancare delle passeggiate, che devono essere di due tipi:

- Passeggiata libera, lenta, preferibilmente in campagna, dove il cane può sperimentare sensazioni e odori. L'ideale sarebbe lasciare il cane libero, ma una lunghina o una corda di 7 / 10 metri può dare un po' più di sicurezza.
Durante la passeggiata libera si può lavorare gradualmente sul richiamo e sulle forze di attrazione che portano il cane verso il padrone. Ricordo a questo proposito che dare un bocconcino al cane non è proibito, basta ricordarsi che serve per lavorare sul naso del cane, non per farlo ingrassare ;)
Questo tipo d passeggiata unisce la fase 1 (attività cinestetica) alla fase 2 ((Stimolazione olfatto)

- Passeggiata strutturata, veloce, senza fermate, guinzaglio corto. E' bene inserire cambi di direzione e richiami, lo scopo non è tirare con forza il cane se si distrae o si vuole fermare per annusare qualcosa, ma è farci seguire da lui, coinvolgerlo con la nostra decisione.

Solitamente, già dopo qualche giorno di queste attività si dovrebbero vedere i primi risultati ;)

Se si cerca su Internet "Iperattività" e "disturbo dell'attenzione", spesso si trovano suggerimenti di carattere farmacologico.
A parte gli evidenti effetti collaterali, fra cui il possibile aumento dell'aggressività, è bene ricordare che l'iperattività non è una malattia, ma è solo un sintomo di un disagio del cane, che ci sta dicendo che i suoi bisogni non vengono soddisfatti.

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


lunedì 11 febbraio 2013

Regalare un cane per San Valentino?

Fra pochi giorni è San Valentino, la festa degli innamorati. :)


Cosa c'è di più bello che regalare come pegno d'amore un tenero e morbido cucciolo?

NON FATELO!


Il 70% dei cani regalati viene abbandonato!

I più fortunati si ritrovano in canile, quelli abbandonati per strada vanno incontro a una sicura morte.

Adottare un cane significa assumersi delle responsabilità, ed è una (bellissima) decisione che si può prendere in due e può veramente rendere felici, ma deve essere profondamente desiderata dopo aver valutato tutte le implicazioni.

Se però vi volete bene, e volete veramente adottare insieme un cucciolo assumendovene le responsabilità, allora questo San Valentino potrà essere ricordato come uno dei giorni più belli della vostra vita. :)

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


giovedì 7 febbraio 2013

Yes we cane! L'avvento dei cani in politica.



In questi giorni Sivio Berlusconi e Mario Monti hanno adottato un cane.

Un politico che adotta un cane è, a mio avviso, un bel segnale, perfettamente compatibile con la politica stessa.


Perché adottare un cane significa assumersi delle responsabilità, e anche entrare in politica e amministrare la cosa pubblica, prendere delle decisioni che possono fare del bene o del male alla gente, è prendersi delle responsabilità.

Le responsabilità nell'adottare un cane comportano tante cose:

dargli da mangiare
portarlo dal veterinario per vaccinazioni ed eventuali cure
portarlo a fare i bisogni (anche di notte, se è il caso)
togliere i peli dal divano di casa
portarlo fuori a fare una passeggiata almeno un'ora al giorno
scegliere le vacanze in base a alberghi e spiagge dove accettano i cani
educarlo, socializzarlo
farlo giocare con altri cani
…

Credo che la maggiore responsabilità di un politico sia essere coerente e onesto con sé stesso e i propri elettori, quindi se Silvio e Mario hanno adottato un cane, dovremmo vederli, nei limiti del tempo a sua disposizione, in passeggiata con i propri cani, muniti di sacchettino, e dovremmo vederli raccogliere i bisognini.

Ehi, vi ho visto! Perché ridete? Obama lo fa, nei limiti di tempo a sua disposizione, naturalmente, e lui è il presidente degli Stati Uniti d'America.

Sono molto contento di queste adozioni, e quindi sarei molto deluso se dovessi vedere questi due simpatici cagnolini affidati a un portaborse o a qualche ragazzina nipote di qualcuno.

Adottare un cane significa anche assumersi delle responsabilità nei confronti  di tutti i cani e degli animali in genere.

Mi aspetto che quindi ne possano venire fuori proposte di legge che molti amanti dei cani stanno aspettando:

Promozione della cultura cinofila
Lotta al randagismo (*)
Patentino del "buon cittadino a 6 zampe", a spese dello Stato, non del cittadino
Leggi severe contro il maltrattamento degli animali
Apertura dei luoghi pubblici ai cani (**)
Obbligatorietà di spazi aperti ai cani nei luoghi di villeggiatura (**)
No alla vivisezione, per cominciare togliamola per scopi non di ricerca medica
No ai canili lager
Lotta al commercio illegale e contrabbando di cuccioli
…

 (*) tramite cultura e prevenzione, non sterminio!
 (**) per cittadini a 6 zampe dotati di patentino e educazione, naturalmente ;)

Anche qui l'elenco sarebbe lungo, ma "un grande cammino inizia con un piccolo passo".

Sono contento che Silvio Berlusconi e Mario Monti abbiano adottato un cane, mi aspetto che questo gesto contagi anche altri politici e si prendano tutti le proprie responsabilità.

Ci conto, e osserverò gli sviluppi.

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


Educhiamo noi i cani, o sono loro che imparano da noi?

Molti libri sui cani si soffermano su come e che cosa insegnare a Fido.

Il punto è però: come imparano i cani?

Le associazioni

Seymour Papier, matematico, informatico e uno dei più illuminati pedagogisti viventi, riporta un bellissimo esempio sull'apprendimento dei bambini.

E' una giornata ventosa, il bambino vede degli alberi ondeggiare, e deduce che gli alberi, muovendosi, provocano il vento.

Nella nostra presupponenza di adulto siamo portati a sorridere di questa ingenuità, e non ci rendiamo conto di quanto questa deduzione sia invece brillante e il bambino sia intelligente.

Il bambino ha infatti collegato un'azione (gli alberi che si muovono) ad altre azioni immagazzinate nella sua memoria, ad esempio un ventaglio o una mano che agitata muove l'aria, e ne ha dedotto che il vento è provocato da alberi che, essendo più grossi, muovono più aria.

Crescendo, il bambino accumulerà altre esperienze, noterà la presenza di vento anche in assenza di alberi e che altri oggetti, come carte o foglie, si muovono col vento e elaborerà un modello più preciso.

L'elaborazione di questi fenomeni si chiama associazione causa-effetto.

La fisica classica è basata essenzialmente sul concetto di associazione causa-effetto: io colpisco una palla e questa rotola; nella mente, umana e canina, le cose sono un po' più complicate.

Provate a pensare al vento e scrivete su un foglio le associazioni che rivengono in mente:

Vento
Mani screpolate
Freddo
Le nuvole che si muovono nel cielo
Un aquilone che scappa dalla mano di un bambino
Un cane rincorre le foglie
Autunno
Bambini con la cartella vanno a scuola
La cartella è pesante
I grembuilini
La merenda nella cartella è buona
…

Lo scrittore James Joyce chiamava questa tecnica "stream of consciousness", flusso di coscienza, i surrealisti ne avevano fatto un gioco di società, i psicologi la usano per indagare nella psiche dei loro pazienti.

E' importante separare i fatti (vento, mani screpolate, il cane che rincorre le foglie) dalle sensazioni e emozioni che gli associamo: (freddo, la cartella è pesante, la merenda è buona).

La Programmazione Neuro linguistica dà molta importanza alle associazioni evento => stato mentale, che definisce "Ancore". Nella PNL le ancore vengono create o distrutte a scopi terapeutici.

Possiamo prendere un foglio di carta e scrivere al centro la parola "vento", e intorno, gli scriviamo o disegnamo quello che gli associamo collegandoli con delle frecce. A loro volta le associazioni creano altre associazioni che crescono come i rami di un albero.

Tony Burzan afferma che le "mappe mentali" che noi creiamo in questo modo rappresentano di fatto come funziona la nostra mente, rappresentano quindi le relazioni all'interno della rete neurale del cervello.
Alla luce degli ultimi studi sulla psicologia canina risultano molte similitudini fra la nostra mente e quella di Fido. possiamo quindi pensare alla mente del nostro amico peloso come ad un'insieme di associazioni e relazioni fra associazioni..

Le associazioni sono una delle più importanti metodologie di apprendimento, di fatto il cane impara più con l'osservazione (dei nostri comportamenti, dell'ambiente familiare ed esterno) che con i nostri sforzi per educarlo o addestrarlo.

"Trial and errors": Sbaglia e impara

Provare, sbagliare, riprovare, è uno dei metodi più semplici di apprendimento nel "problem solving".
Seymour Papert dà molta importanza tuttavia alla gestione dell'errore, è importante infatti che l'errore venga riconosciuto come tale, altrimenti il processo non produce risultati.

Papert assegna all'educatore il ruolo fondamentale di supervisore e guida: traducendo in termini cinofili, spetta a noi correggere il cane, fargli riconoscere l'errore e riportarlo sulla strada giusta, che tuttavia deve percorrere autonomamente.

Questo ci porta al terzo modo di apprendimento:

Il "Social Learning", l'apprendimento sociale.

Secondo Albert Bandura l'apprendimento avviene anche per imitazione di un modello comportamentale: i bambini imitano i genitori, gli insegnanti e imparano.

Ma chi, umani e cani, prendono o a modello?

Un piccolo esempio può chiarire molte cose: abbiamo un problema con la nostra email, non riusciamo a scaricare la posta e aspettiamo una comunicazione urgente. Un ragazzino di 10 anni ci vede in difficoltà e si offre di aiutarci, come reagiamo? Riusciamo ad accettare lezioni da un ragazzino di 10 anni?

Probabilmente sarebbe la cosa più saggia da fare, ma facciamo fatica ad imparare da qualcuno che non riteniamo in qualche modo "superiore" a noi. Personalmente credo che sia il più grande problema della scuola di oggi.

E per i nostri amici pelosi?

Un interessante esperimento ci mostra come per i cani sia esattamente la stessa cosa, non accettano lezioni da cani in qualche modo sottomessi a loro!


Un appetitoso bocconcino è stato posto dietro una barriera posta a "V", il cane può vedere e annusarlo, ma per raggiungerlo deve fare il giro della barriera; la cosa non è né facile né intuitiva perché il cane deve allontanarsi dal bocconcino per poterlo poi raggiungere.

I cani dell'esperimento hanno generalmente raggiunto il bocconcino in una serie più o meno lunga di tentativi (trials and errors), ovviamente questo metodo è piuttosto lungo e dispendioso di energie.

Ad altri cani è stato invece mostrato un altro cane con cui precedentemente avevano interagito mostrando segni di dominanza o sottomissione. Il cane sapeva già che cosa fare per raggiungere il bocconcino e non ha avuto problemi a girare intorno alla barriera ed è quindi stato di esempio per gli altri cani.

La cosa interessante è che se il cane di esempio era considerato "superiore", i cani seguivano l'esempio,  imparavano e raggiungevano il bocconcino in breve tempo; se il cane invece era in qualche modo sottomesso, i cani non imparavano e non raggiungevano il bocconcino.

In pratica, se il cane di esempio viene ritenuto "inferiore" non viene ritenuto un modello da seguire, esattamente come noi adulti non accettiamo lezioni da un ragazzino di 10 anni. Da notare che questo comportamento, alla luce dei fatti, è piuttosto stupido ;)

Per educare Fido dobbiamo rappresentare per lui un modello di riferimento, la relazione deve quindi essere basata su fiducia e rispetto.

Ma ora veniamo a quello che probabilmente è uno dei più colossali "Epic fail" della storia della pedagogia: l'apprendimento "passo a passo".

"Step by step learning", l'apprendimento passo a passo.

Seymour Papert è stato uno dei primi a dirlo: nessuno impara niente "passo a passo".

In realtà, l'apprendimento è rappresentato da una serie di connessioni neurali. Per imparare qualcosa occorre prendere atto di una serie di eventi (libri, esercizi, esperienze…) finché la nostra mente crea la giusta associazione fra tutti gli eventi, si forma quindi un modello mentale basato su reti neurali, che possiamo eventualmente disegnare come una mappa mentale di Burzan. A quel punto abbiamo imparato.

Questo schema vale per imparare la matematica, l'uncinetto, a cucinare o sciare. Ad un certo punto ci si accorge di sapere risolvere un'equazione di secondo grado, di poter fare un maglione o scendere da una pista nera senza pensare a dove mettere gli sci.

E questo ci porta al

"insight learning", l'apprendimento per "illuminazione".

Tranquilli, non sto parlando di esperienze esoteriche o religiose, l'apprendimento per "illuminazione" è u concetto basato sulle osservazioni di Wolfgang Kohler, mentre studiava del comportamento degli scimpanzé.

 L'apprendimento insight è un tipo di problem solving che si verifica all'improvviso attraverso la comprensione delle relazioni varie parti di un problema piuttosto che attraverso tentativi ed errori.

E' celebre l'esclamazione di Archimede: "Eureka!", dal verbo greco Eurisco, che significa "Ho trovato!"; in quel momento le connessioni fra vari eventi nella mente di Archimede si sono intrecciate dando la soluzione al suo problema,

Da notare che la scuola tradizionale è assolutamente basata sul metodo "step by step", dove in ogni ciclo scolastico si ripetono le stesse cose sempre più approfondite; si preferisce infatti remunerare la fatica di studiare piuttosto che stimolare attivamente l'intelligenza e la curiosità degli studenti.

Ok, questo vale per noi umani, ma gli animali?

In un celebre esperimento, uno scimpanzé è stato messo in una gabbia, in alto era appesa una banana, una serie di oggetti è stata disposta sul pavimento, uno di essi era un lungo bastone. Invece di eseguire lunghi e infruttuosi tentativi ed errori, lo scimpanzé all'improvviso ha preso il bastone e raggiunto la banana.

Studi recenti hanno portato molte evidenze che la mente degli animali presenta un funzionamento molto simile a quella umana, e che l'idea dell'apprendimento per "illuminazione" può essere applicata anche ai nostri amici a quattro zampe.

Dovremmo finire la nostra panoramica sui metodi di apprendimento del cane con un grande classico:

il condizionamento operante

Secondo il condizionamento operante di Skinner, i cani (e non solo loro) imparano in base ai rinforzi positivi e negativi (ricompense o punizioni), che conseguono alle proprie azioni, ma…

…dopo tutto quello che abbiamo visto sui meccanismi della mente di Fido, siamo veramente ancora convinti che il nostro amico a quattro zampe impara qualcosa perché gli diamo un bocconcino? ;)

Con fiducia, rispetto e collaborazione :)

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!



Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it