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martedì 15 gennaio 2013

I cani sono di destra o di sinistra?


Tranquilli, non è un articolo sulle prossime elezioni! :)

Anche perché la domanda non è ben formulata, dovrebbe infatti essere: i cani sono progressisti o conservatori.

In effetti l'idea che conservatori e progressisti siano diversi non è nuova e fa parte anche del senso comune; il dualismo ha sempre prevalso sul pluralismo, il bianco e nero sulle sfumature di grigio.

Da un recente studio sulle neuroscienze veniamo però a scoprire che queste differenze non sono culturali, cioè determinate dal condizionamento, ma genetiche.


Un individuo nasce conservatore o progressista, i loro cervelli sono differenti.

Che cosa vuole dire però essere conservatore o progressista?

Lo studio ha scoperto che i progressisti hanno un maggior volume di materia grigia nella corteccia anteriore, i conservatorii un maggior volume volume dell'amigdala destra.

In pratica, I progressisti hanno più materia grigia nella parte del cervello associata con la comprensione della complessità, mentre il cervello conservatore è più grande nella sezione relativa all'elaborazione della paura.


Se pensiamo alla nostra storia evoluzionistica, che negli ultimi 15000 anni condividiamo con il cane, vediamo che le due forze progressista, legata all'innovazione, alla sperimentazione e alla scoperta, e quella conservatrice, legata alla paura e alla prudenza, sono le due forze vitali che, contrastandosi e convivendo nei gruppi sociali, rendono possibile la continuazione della specie.

Pensiamo a un cacciatore di 15000 anni fa, nella savana; per sopravvivere deve cacciare le prede, ma a sua volta è cacciato da predatori, se è troppo progressista (temerario) commetterà qualche imprudenza e verra mangiato, se troppo conservatore (pauroso) se ne starà nella sua caverna… e morirà di fame.

Questo combacia con la teoria evoluzionistica comportamentale, citata fra l'altro da Michael Chrichton in Jurassic Park e suffragata dai modelli matematici della teoria del caos, secondo cui una società troppo progressista finisce nel caos, una troppo conservatrice nell'immobilismo, in entrambi i casi va verso l'estinzione.

Ormai sono sempre più evidenti le similitudini fra la mente dell'essere umano e quella degli animali. Se consideriamo che il cane è l'animale che più di ogni altro ha condiviso gran parte della nostra evoluzione, è possibile che anche i cani possano nascere in qualche modo conservatori o progressisti, paurosi o temerari.

Questo potrebbe darci degli interessanti spunti per la comprensione e la gestione di problemi comportamentali e darebbe un nuovo significato a "dominanza" e "sottomissione", "predatorietà" o "paura".

Vi propongo un piccolo test: il vostro cane è di destra o sinistra? :)

Con fiducia, rispetto e collaborazione.

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!


Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it


mercoledì 14 novembre 2012

Cani problematici - problemi e soluzioni :)


Chi si interessa di cani sente spesso parlare di "cani problematici".

In realtà, i "cani problematici" sono cani che in determinate situazioni presentano un comportamento indesiderato; possiamo pertanto dire che è il comportamento del cane ad essere un problema, e come ogni problema può presumibilmente essere risolto.

A scuola ci hanno insegnato che per risolvere un problema dobbiamo definire le variabili e la metodologia di risoluzione.

Nel nostro caso dobbiamo considerare le  "variabili comportamentali" del cane che, data una situazione X,  sono:
  • lo stato mentale del cane - spinte motivazionali, emozioni, esperienza…
  • l'ambiente
  • persone, altri cani o animali con cui il cane si relaziona all'interno della situazione
Detto in parole povere, il cane si comporta in modo differente in relazione a dove si trova e alle persone, altri cani o animali con cui viene a contatto.

Ad es. il cane non è "dominante"; può avere un comportamento dominante (lotta ritualizzata per una risorsa) in un determinato momento, luogo e con determinati cani, persone, animali.

"Fido ha sbranato un cane al parco, eppure con i bambini è un angelo"

"Pluto ha morso un nostro ospite a casa, eppure con noi si è sempre comportato benissimo"

Quante volte abbiamo sentito frasi simili, o le abbiamo lette sui giornali?

Sempre più famiglie accolgono un cucciolo, troppo spesso però non ci si rende conto che per vivere bene con un cane, dobbiamo imparare a comunicare comunicare con lui.

Se è vero che ogni cane è da considerarsi a sé stante, è anche vero che questo non deve significare che il comportamento del cane non possa essere in qualche modo interpretato e, almeno in parte, compreso.

Grazie al lavoro di etologi e di studiosi del cane, fra cui Turid Ruugas, nota per il suo studio dei segnali calmanti del cane, abbiamo una serie di linee guida per interpretare il comportamento del cane: quello che viene definito il suo "etogramma".

Ogni comportamento è il risultato di spinte motivazionali, nate dai bisogni del cane, che possono spingere il cane verso la situazione o possono allontanarlo da essa. 

Dal punto di vista psicologico l'istinto predatorio e la dominanza (espressioni di alta autostima) spingono il cane "verso" la situazione, la sottomissione e la paura (espressioni di bassa autostima) spingono il cane "lontano" dalla situazione.

Questo è rappresentato graficamente dalla matrice comportale del cane:


Per risolvere il problema, occorre in primo luogo determinare la direzione della spinta al comportamento di Fido, cioè se si avvicina o si allontana dalla situazione. 

Quando si presenta una sfida il cane, in un ambiente idealmente naturale  e aperto, può adottare una strategia "Fight or Flight", combatti o scappa, molto facile da interpretare.

Spesso però il nostro cane è al guinzaglio, si trova in un ambiente ristretto e la fuga o l'allontanamento non è possibile o poco vantaggioso; il cane può scegliere quindi di combattere, mostrare un atteggiamento "aggressivo", oppure può optare per la negoziazione, cercando di dirottare l'aggressività dell'antagonista e calmarlo; in pratica il cane può mostrare segnali calmanti, di sottomissione, qualcosa di equivalente alla nostra "bandiera bianca".

Attenzione a non confondere l'avvicinamento o l'allontanamento psicologico con quello fisico: un cane può essere aggressivo e attaccare avvicinandosi fisicamente, per "allontanarsi" psicologicamente dalla situazione!

il seguente etogramma ci può dare qualche indicazione su alcuni segnali visivi che il cane può esprimere in una situazione che presenti una sfida:


Con un po' di spirito di osservazione ed esperienza, si può quindi determinare lo stato mentale del cane in una determinata situazione.

Il contesto ambientale, e il comportamento dell'antagonista ci possono dare altre indicazioni:
  • due cani litigano per una ciotola di cibo (dominanza - sottomissione)
  • due cani si incrociano per strada al guinzaglio e mostrano aggressività (territorialità)
  • due cani liberi entrano in contatto e mostrano aggressività (prossemica)
  • il cane rincorre un gatto che scappa (istinto predatorio, del cane - paura, del gatto)
  • il cane abbaia dal giardino alla gente che passa (territorialità)
  • il cane rincorre le biciclette (istinto predatorio)
  • a tavola, il cane abbaia e pretende qualche bocconcino (dominanza)
La territorialità può essere vista come una forma di dominanza, possesso del territorio; le situazioni legate alla difesa dello spazio personale, prossemica (vedi "Il cane e il suo territorio"), sono dettate invece dalla paura.

Una volta determinate le variabili, per risolvere un problema comportamentale possiamo adottare due strategie:
  1. compensare la spinta motivazionale del cane con il suo contrario, in base alla matrice comportamentale
  2. sostituire l'oggetto della spinta motivazionale (programmazione neuro-linguistica)
ad es. il cane è possessivo nei confronti della ciotola del cibo (dominanza) => dare il cibo solo quando è calmo - spingere cioè il cane verso l'accettazione delle regole, la sottomissione, che è il contrario della dominanza

ad es. il cane è aggressivo con altri cani - territorialità del branco => voltarsi, andarsene, mostrare al cane che il "branco" non è con lui - senza branco non c'è territorialità, viene quindi meno l'oggetto della dominanza stessa

ad es. il cane è aggressivo  - paura, aggressività da difesa, prossemica => aumentare l'autostima del cane, stimolare nel cane l'istinto predatorio che è il contrario della paura (un predatore non è preda): giochi come tiro alla fune e rincorrere la pallina sono l'ideale perché permettono di sviluppare il controllo (vedi "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile, capitolo "A che gioco giochiamo?")

ad es. il cane rincorre le biciclette (istinto predatorio) => farlo giocare a rincorrere una pallina a comando - stesso istinto predatorio, sostituzione dell'oggetto e controllo dell'istinto stesso da parte del conduttore

Vale la pena notare che compensare l'istinto predatorio con la paura, il suo contrario, potrebbe non essere una buona strategia:

ad es. il cane insegue un runner nel parco (istinto predatorio) =>  arrabbiati sgridiamo il cane (induciamo paura al cane) => il cane associa la sgridata (la paura) ai runner  => il cane aumenta l'aggressività con i runner 

Vorrei anche sottolineare che per compensare la dominanza dobbiamo agire sulla sottomissione, che vuol dire "rispetto delle regole", offrendo un'alternativa vantaggiosa: se sei calmo, siamo tutti felici e festeggiamo con un buon pasto :)

Agire tramite la paura della punizione (la strada indicata  ad esempio da Freud), significa che il cane non impara, il comportamento resta dominante e l'istinto predatorio diventa paura, cioè avremo un cane aggressivo, pauroso e con bassa autostima. Probabilmente, quando noi non ci saremo (la fonte della paura non è presente), ripeterà il comportamento indesiderato.

Oltretutto, se percorriamo la strada della minaccia della punizione, dobbiamo essere disposti a attuarla, altrimenti il cane non ci prenderà sul serio! 

Siamo veramente disposti a punire in modo significativo il cane? ;)

Ma soprattutto: vogliamo veramente avere un cane pauroso? 

Non dimentichiamoci che la paura, a differenza dell'istinto predatorio, agisce su leve determinate da bisogni di difesa e sopravvivenza, su cui difficilmente abbiamo il controllo.

Con Fiducia, Rispetto e Collaborazione :)

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domenica 28 ottobre 2012

La matrice comportamentale del cane

Quando si parla di parla di aggressività del cane, dominanza, sottomissione, paura e istinto predatorio, leadership e territorialità, spesso c'è un po' di confusione.

In realtà tutti questi comportamenti derivano dai bisogni.

Paura e istinto predatorio sono espressioni dei bisogni primari legati alla sopravvivenza, alla difesa personale e al procacciamento dl cibo. Paura e istinto predatorio possono coesistere, ma sono inversamente proporzionali, più si è predatori meno si è prede.

<< = istinto predatorio -- paura = >>

Dominanza e sottomissione sono il modo degli elementi di un branco per organizzarsi e risolvere liti senza ricorrere all'aggressività e derivano quindi dai bisogni sociali. E' abbastanza evidente che dominanza e sottomissione siano anch'essi inversamente proporzionali.


<< = dominanza -- sottomissione = >>


La leadership è una funzione sociale, non rientra nella sfera dei bisogni dell'individuo ma in quelli del branco: è il branco che seleziona un leader, non il leader che conquista il branco con l'aggressività.

Anche la territorialità è una funzione sociale, quando si parla di territorio riferendosi al singolo individuo, si intende la prossemica, lo studio dei comportamento, lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione. La prossemica fa riferimento ai bisogni di sopravvivenza e sicurezza ed è legata alla paura.

Se consideriamo i comportamenti legati ai bisogni individuali abbiamo quindi:

Istinto predatorio - Paura
Dominanza - Sottomissione

Per una più chiara rappresentazione, possiamo rappresentare graficamente queste direttive; abbiamo pertanto creato la:

Matrice comportamentale del cane


Segnare sulla matrice un eventuale comportamento indesiderato di Fido può essere di per sé stesso una prima indicazione della possibile soluzione del comportamento stesso.

Ad esempio, se abbiamo un cane che presenta dominanza (ad esempio sulla ciotola del cibo, il letto), punirlo o fargli paura non risolve la dominanza: otterremmo un pericoloso cocktail di dominanza e paura. La dominanza si risolve con regole, non con punizioni.

Ad esempio, se il comportamento sgradito è derivato da un forte istinto predatorio (corre dietro biciclette o gatti), è possibile sfruttare le punizioni o la paura, ma vogliamo veramente un cane pauroso? Probabilmente è preferibile sostituire l'oggetto della predatorietà con un gioco, come il tiro alla fune, o il riporto della pallina, che possono (e devono) essere controllati dal proprietario.

Ad esempio, se il cane è insicuro, sottomesso e pauroso, la cosa migliore è stimolare in lui l'istinto predatorio, ad esempio col tiro alla fune (lasciandolo vincere) e aumentare quindi in lui l'autostima. La sottomissione può essere lasciata ma dev'essere affiancata da una presenza del proprietario calma e sicura, a cui il cane può affidarsi.

Non dimentichiamoci però che la maggior parte dei comportamenti del cane sono indotti da noi stessi, e vanno analizzati considerando tutte le variabili: cane, proprietario, altri cani, persone, ambiente, situazioni…

Ricordiamoci che schemi e mappe mentali possono essere utilizzate per comprendere ed eventualmente re-indirizzare il comportamento di Fido; come si dice nella programmazione neuro-linguistica: la mappa non è il territorio, ovvero schemi e mappe non sono... "Fido" ;)

Con Fiducia, Rispetto e Collaborazione :)

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