Visualizzazione post con etichetta cane da caccia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane da caccia. Mostra tutti i post

giovedì 28 maggio 2015

Il cane è un predatore, uno spazzino o un opportunista?

Per rispondere a questa domanda occorre innanzi tutto definire i termini:

Predatore: Animale che caccia altri animali
Opportunista: Animale che si nutre in modo non specializzato
Spazzino: Animale che si nutre degli scarti di altri animali

Voglio precisare che la definizione esatta e univoca dei termini è molto importante; se consideriamo ad esempio il termine “opportunista” nel senso comune, potremmo dire che il gatto è un opportunista, mentre in realtà, etologicamente, è un predatore.

Va anche detto che in natura i confini non sono poi così chiari: il leone, che tutti noi vediamo come predatore per eccellenza, se ne ha la possibilità ruba le prede di altri predatori come iene e sciacalli o, se ha fame, mangia resti di animali morti.

Opportunista ha un preciso significato in etologia, e descrive animali predatori che possono mangiare anche altro cibo che non sia la loro preda, tipicamente frutta, bacche o resti di altri animali incluso l’uomo. Tipici esempi di animali opportunisti sono l’orso e il ratto.


Vorrei anche distinguere la natura dell’animale dalla sua esperienza: il leone è un predatore, ma lo è anche un leone nato e cresciuto da solo in uno zoo? La risposta potrebbe essere sì, ma quel leone non è capace di cacciare e si troverebbe in serie difficoltà nella savana. Se tuttavia in qualche modo riuscisse ad inserirsi in un branco e facesse dei figli, i suoi cuccioli imparerebbero a cacciare dagli altri leoni, quindi potenzialmente, la natura di quel leone è essere un predatore, anche se non ha imparato il "mestiere".

Torniamo al cane: è un predatore? Se guardiamo la dentatura adatta ad afferrare la preda, la potente struttura muscolare del collo tipica dei predatori che afferrano la preda e la scuotono, è sicuramente un predatore. Basta andare in campagna e osservare il comportamento di un cane normale quando vede fagiani, lepri o conigli per capire che il nostro "fido" ha un istinto predatorio e in effetti la caccia è sempre stata un’attività che l’uomo e il cane hanno condiviso.
Anche per il cane, e soprattutto per il cane, vale il discorso del leone: se un cane vive in un salotto per anni e poi viene lasciato in un bosco, non avrà la vita facile, nonostante la sua predatorietà. Il cane è un cacciatore da branco, e la caccia in branco necessita struttura, gerarchia, strategia e esperienza, tutto questo non si può inventare in poco tempo.

La cronaca ci racconta che cane può essere un predatore pericoloso anche per l'uomo: ci sono casi di cani rinselvatichiti di 3/4 generazioni capaci di cacciare in branchi organizzati, e questo sta diventando un problema serio in alcune regioni, con aggressioni mortali all’uomo.


Il cane è un opportunista? Il cane può mangiare mele, banane e pizza, ma non può vivere solo di quello, e il suo metabolismo non gli permette di assimilare bene quegli alimenti, al massimo può ingrassare! Il cane è essenzialmente un carnivoro che col tempo, da quando vive con l’uomo, ha modificato/allargato leggermente la sua alimentazione, ma la carne rimane sempre l’alimento privilegiato. La risposta è comunque sì, e il cane può anche essere definito,  con qualche riserva, opportunista.

Il cane è uno spazzino? Questo lato della natura del cane è l’altro elemento che ci permette di capire il legame che abbiamo con questo animale. Fin dalla preistoria, il cane è vissuto nei villaggi nutrendosi degli scarti dell’uomo; i cani di Napoli ne sono un tipico esempio e va anche notato che i casi di aggressione da parte di questi cani sono rarissimi.
Anche essere spazzino è dunque parte della natura del cane.

Quindi il cane è predatore, spazzino e opportunista. E’ stato capace di adattarsi al sole dei deserti africani e al gelo della Groenlandia, può percorrere lunghe distanze correndo, può nuotare, può all’occorrenza nutrirsi di quello che capita…

C’è solo un altro animale che è stato capace di fare questo: l’uomo. E probabilmente questo è il motivo della nostra lunga amicizia con questo stupendo animale.

Con fiducia, rispetto e collaborazione.

Scarica gratuitamente i podcast del "Guinzaglio invisibile"!


Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it

lunedì 29 ottobre 2012

Il cane e il suo territorio

In natura, i canidi tendono a formare un branco e stabilirsi in un territorio.

I lupi, i cani selvatici, le volpi definiscono un territorio circolare, nel centro vive il branco stesso (http://en.wikipedia.org/wiki/Home_range), le fasce più esterne rappresentano la zona di difesa e di caccia. Alcuni elementi di un branco di lupi vengono selezionati per vere e proprie operazioni di pattuglia lungo il perimetro del territorio.

La probabilità di incontrare quindi un elemento del branco è maggiore al centro rispetto che ai confini secondo quello che in statistica si chiama la funzione di densità probabile, connotata dalla tipica forma a campana (http://en.wikipedia.org/wiki/Probability_density_function).

Nei 15000 anni di vita in comune, l'uomo ha utilizzato due particolari aspetti del cane: l'istinto predatorio e la territorialità.

L'istinto predatorio è stato utilizzato prevalentemente per la caccia o per la ricerca; i cani da valanga o per ricerca persone sotto macerie o perse nei boschi vengono addestrati sviluppando l'istinto predatorio.

La territorialità è il motore principale che può essere utilizzato per addestrare un cane da guardia.

I migliori cani da pastore uniscono la predatorietà alla territorialità, in quanto hanno funzioni da "predatore" per il gregge o la mandria, per poterla gestire e muovere attraverso meccanismi legati alla paura (l'istinto predatorio genera paura), e allo stesso tempo difendere il territorio, ovvero il gregge o la mandria, da predatori e ladri.

Con la rivoluzione agricola (circa 5000 anni a.C.) l'uomo, da cacciatore-raccoglitore nomade, è diventato allevatore-agricoltore stanziale, e il cane si è specializzato nelle varie funzioni, che gli antichi romani hanno riassunto in:

Cane da guardia
Cane da pastore
Cane da caccia

L'idea di territorio di queste tre tipologie di cane differisce notevolmente: per i cani da caccia il territorio non ha un limite fisico, per il cane da pastore il territorio è dove c'è il gregge, per il cane da guardia è la casa, il giardino, il cortile, che rappresenta l'"home range".

Un cane reale ha in realtà tutte e tre le componenti, ma è probabile che una sia più evidente delle altre. E' altrettanto possibile che diversi ambienti e situazioni stimolino una delle componenti maggiormente di altre: Fido può essere "cane da guardia" in giardino e "cane da pastore" quando passeggia con mamma, papà e bambini.

Qualcuno può aver notato che nelle tipologie di cane ne manca una: i cani da compagnia o da affezione.

In termini evoluzionistici, i cani da compagnia e affezione… non esistono!

Per quanto Fido sia per noi un tenero batuffolo di pelo coccolone, in realtà, nella sua mente, è un cane da guardia, da pastore, da caccia.

Esempio: Fido in giardino abbaia a tutti quelli che passano. Fido sta facendo quello che crede il suo lavoro, il cane da guardia.

Esempio: Fido morde le gambe a un bambino che, giocando, corre e si agita gridando. Fido sta facendo il cane da pastore.

Esempio: Fido rincorre le biciclette e quelli che corrono al parco. Fido sta facendo il cane da caccia.

Quando parliamo di comportamento del cane, dobbiamo sempre valutarlo all'interno di un territorio tenendo conto di millenni di selezione naturale e operata dall'uomo.

Il territorio è legato al branco, è quindi una funzione sociale. Non si può parlare di territorio di un cane, il territorio è del branco.

Quando si parla di territorio di un singolo individuo, si parla di prossemica.

"La prossemica è la disciplina semiologica che studia i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione, sia verbale che non verbale." (http://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica)

Nel famoso libro sui segnali calmanti, Turid Ruugas nota che i cani non si avvicinano mai frontalmente, compiono lente traiettorie oblique per arrivare al fianco. Quello che viene interpretato come segnale calmante è semplicemente il rispetto della pressemica, che nei cani è più ellittico e le varie zone sono più decentrate.


La prossemica del cane e il suo territorio sono chiavi di lettura importanti per comprendere il comportamento del cane stesso.

Con Fiducia, Rispetto e Collaborazione :)

Sito web "il guinzaglio invisibile"
email: info@ilguinzaglioinvisibile.it

Il libro "Dog 3.0 - il guinzaglio invisibile" è disponibile su Amazon.it